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'Far@Banco', a Bari nasce un banco farmaceutico per le persone in difficoltà

I due progetti presentati mettono concretamente in sinergia più attori del sistema socio-assistenziale territoriale, interpretando al meglio il sistema della rete, del capitale sociale e del welfare community

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 04/04/2019 da Redazione

Un banco farmaceutico e un progetto per favorire il reinserimento delle persone in situazione di estrema marginalità. Sono queste le due iniziative presentate dal Centro di Accoglienza Don Vito Diana in collaborazione con l’amministrazione comunale.

Con Far@Banco l'associazione Ideando ha attivato un servizio di sensibilizzazione alla donazione dei farmaci, in collaborazione con la Fondazione Banco Farmaceutico, e di ritiro e distribuzione fisica dei farmaci ai soggetti, ospiti e non della struttura, indicati direttamente dai Servi sociali di Bari.

Il progetto Sicar Hub della Micaela Onlus, invece, si rivolge principalmente a persone italiane e straniere in situazione di estrema marginalità sostenendole e accompagnandole verso l'emancipazione dalla povertà materiale e dalla emarginazione con l'obiettivo di favorire un reinserimento attivo nel tessuto sociale e lavorativo. Tutto ciò non solo attraverso consulenza socio assistenziale e counselling sanitario ma anche grazie all'ascolto e l'orientamento giuridico.

In questo contesto il Centro di Accoglienza Don Vito Diana, che dal 2008 ospita giovani-adulti, si arricchisce di una serie di servizi integrati e mirati a favorire l'emersione socio-economica di ciascuna persona, attuando le finalità del "Programma degli interventi di contrasto alla grave emarginazione adulta nel Comune di Bari" stilato dalla rete cittadina per il contrasto alla grave emarginazione adulta.

"Da oggi si è aggiunto un tassello in più nell'aiuto verso le persone più bisognose del nostro territorio, sia italiani che immigrati - ha dichiarato il direttore Caritas Diocesana Bari-Bitonto, Don Vito Piccinonna -. In maniera concreta e di concerto con realtà del Terzo settore e Istituzioni, con il loro l'impegno e generosità, riusciremo a lasciare una traccia sempre più profonda e percorribile per raggiungere il più possibile tutti, con un occhio di riguardo per gli esclusi e i dimenticati".

"Siamo soddisfatti che all'interno del Centro Accoglienza Don Vito Diana - ha commentato la direttrice di Equal Time Flora Colamussi - si stia sperimentando in concreto il grande potenziale del Terzo settore, l'armonia della sussidiarietà circolare, la coprogettazione sviluppata tra l'assessorato al welfare e le varie componenti del welfare privato. La cooperazione sociale, l'associazionismo, il volontariato laico e religioso, le Fondazioni, le organizzazioni di rappresentanza, le imprese, concorrono tutte al raggiungimento di un unico scopo: il welfare comunitario e, sono convinta, il miglioramento della qualità della vita, la crescita culturale della comunità".

 



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