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Tap, il governatore Emiliano attacca il M5S: 'Insopportabili e carichi a chiacchiere'

Il presidente della Regione durante la trasmissione 'Il Graffio' su TgNorba: 'Pensano di essersi impadroniti di Palazzo Chigi?'. Trevisi (M5S): 'Sì a Tap scelta dolorosa'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 02/11/2018 da Redazione

“Con Conte ho avuto due incontri: un faccia a faccia il 2 agosto per capire qual era la nostra posizione e una seconda volta il 15 ottobre, dopo che il giorno prima Antonella Laricchia, portavoce del M5S in Consiglio regionale, mi disse che sarei dovuto andare a Roma per incontrare informalmente Conte. Incontro a cui peraltro Conte è arrivato solo alla fine, insieme ai ministri Costa e Lezzi e dopo che il sottosegretario Cioffi mi aveva mostrato due paginette scritte a macchina da cui si evinceva che i costi di abbandono dell'opera ammontavano a 20 miliardi". È il retroscena rivelato dal sindaco di Melendugno, Marco Potì, nel corso della prima puntata della nuova stagione de "Il Graffio", la trasmissione condotta dal direttore del TgNorba Enzo Magistà.

"Una roba vergognosa la convocazione del sindaco di Melendugno attraverso il capogruppo del M5S alla Regione Puglia - ha commentato il presidente della Regione - Il sindaco purtroppo è stato costretto ad andarci. Ma come si permette un consigliere regionale di convocare un sindaco a Palazzo Chigi? Ma cosa pensano di essersi impadroniti di Palazzo Chigi? Qui c'è la Costituzione. Palazzo Chigi non appartiene al M5S, ma al popolo italiano".

 

"Io sono stato eletto sindaco di Bari per abbattere Punta Perotti, per bonificare la Fibronit, per bonificare il gasometro, per bonificare la spiaggia di Torre Quetta e c'era molti problemi per fare queste cose – ha continuato Emiliano -. Ci sono ancora delle cause legate a queste azioni di Governo, ma ho detto una cosa e l'ho fatta, non sono un carico a chiacchiere come questa gente qui. Sono personaggi insopportabili, perché si arrampicano sugli specchi. Ho cercato in tutti i modi di trovare un dialogo con loro su Ilva e Tap, di contro non mi hanno mai portato dal Presidente del Consiglio". "Rassegnarsi è un verbo che la Regione Puglia non conosce. Noi combatteremo fino alla fine per cercare di limitare il danno e il M5S deve darci una mano, non può liquidare tutto perché adesso con le lobby del gas ci parlano loro anziché Renzi e Calenda".

 

“Di Battista, tra i 200 incontri che ha fatto con i cittadini, nella foga di un comizio acceso, in cui ci chiedevano risposte, probabilmente ha detto qualcosa di esagerato, perché nel momento in cui siamo andati al Governo ci siamo resi conto che bloccando quell'opera, per quanto inutile e dannosa, avremmo esposto lo Stato italiano a un contenzioso che avremmo perso”, ha aggiunto il consigliere regionale della Puglia del M5S Antonio Trevisi. C'era da fare una scelta dolorosa, che anche a me ha deluso. Ma al Governo bisogna scegliere. E in questo caso bisogna scegliere se sottoporre lo Stato italiano ad un rischio di risarcimento di miliardi di euro, come due Manovre, oppure bloccare un'opera inutile. Il Presidente del Consiglio si è preso la responsabilità di scegliere di far andare avanti l'opera e non sottoporre i cittadini italiani al rischio di risarcimenti miliardari, nonostante tutti i ministri e tutti i parlamentari del M5S abbiano cercato di bloccare quell'opera. Purtroppo non siamo andati da soli al Governo e la Lega, come tutte le forze politiche, vuole la Tap".



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