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Bari, nasce l'anagrafe per i senza fissa dimora: domicilio nelle associazioni o nei posti frequentati

Con questa nuova iniziativa le persone in difficoltà potranno accedere a prestazioni sanitarie e socio-assistenziali

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 02/11/2018 da Redazione

Nasce a Bari l’anagrafe delle persone senza fissa dimora e senza tetto. L'iscrizione anagrafica nel Comune di domicilio permette al cittadino senza fissa dimora o senza tetto la possibilità di iscriversi nell'anagrafe del Comune dove stabilmente si trova, garantendogli così il diritto ad accedere ad ulteriori diritti individuali, tra cui quello alle prestazioni sanitarie e socio-assistenziali. Qualora il senza fissa dimora (o anche il senza tetto) sia assistito da enti assistenziali pubblici o privati (es. associazioni di volontariato, servizi sociali del Comune, comunità religiose, etc.), il domicilio potrebbe coincidere con la sede della struttura assistenziale di riferimento. In taluni casi, più frequenti per le persone senza tetto, il domicilio potrebbe coincidere con luoghi che coinvolgano la sfera giuridica di altri soggetti (ad esempio portico del palazzo sotto il quale la persona passa abitualmente la notte, bar presso il quale consuma i pasti, eccetera), solo se c'è il consenso alla domiciliazione da parte di tutte le persone interessate.

Inoltre si dispone che, in caso di elezione di domicilio presso associazioni di volontariato, parrocchie, mense, o enti che hanno in appalto o che sono sovvenzionati da questo Comune per l'erogazione dei servizi pubblici a ciclo diurno o a sportello, i soggetti che intendono acconsentire a tale domiciliazione (legale rappresentante della struttura o suo delegato, etc.), dovranno osservare, pedissequamente, ai fini dell'accettazione medesima, le regole indicate nel disciplinare fornito dall'amministrazione comunale. 

"Questo provvedimento da un lato ha l'obiettivo di regolarizzare  una condizione amministrativa degli uffici e di tutti i soggetti che a vario titolo nella nostra città si occupano della cura e della presa in carico delle persone senza fissa dimora e, dall'altro, di garantire diritti e doveri a chi, per scelta di vita o per condizioni economiche e sociali di grave disagio, è costretto a vivere per strada – spiega l'assessore Tomasicchio -. Istituendo un domicilio, su adesione volontaria del cittadino, anche per chi non ha una dimora fissa, significa per noi avere maggiore consapevolezza di chi stabilmente si trova sul territorio cittadino e monitorare abitudini, bisogni e servizi da attivare per andare incontro alle loro esigenze, penso ai periodi di grande freddo o grande caldo, e assicurare a tutte le istituzioni del territorio un riferimento relativo alle persone senza dimora o senza tetto  per qualsiasi evenienza". 

"La delibera che abbiamo oggi approvato in giunta è il frutto del lavoro di concertazione svolto tra due assessorati e più strutture comunali – spiega l'assessora Bottalico -. L'obiettivo del provvedimento, è regolamentare le concessione di residenza anagrafica e salvaguardare il diritto alla residenza per tutti che favorisce anche il diritto all'uguaglianza formale e sostanziale, il diritto alla salute, ala difesa oltre che garantire l'accesso all'accesso a tutti i servizi di assistenza socio sanitaria e ai programmi di inclusione socio lavorativa che l'amministrazione sta mettendo in campo.  In questo modo raggiungiamo un duplice risultato: promuoviamo il legame con il territorio in cui il cittadino vive in maniera continuativa e l'amministrazione può avere un aggiornamento costante della popolazione residente in modo da programmare interventi e servizi rivolti al benessere della persone e all'inclusione sociale sicuramente più centrati e coerenti".



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