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Vaccino anti Covid, i sindacati alla Regione Puglia: 'Prima gli anziani senza se e senza ma'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 01/04/2021 da Redazione

“In Puglia, gli anziani, contrariamente a quanto previsto dal piano vaccinale, continuano ad essere penalizzati. I dati pubblicati a livello nazionale vedono la Puglia in fondo alla classifica delle regioni che rispettano la priorità per gli anziani. L’impegno era di completare la vaccinazione per gli ultra80nni entro marzo. Ad oggi la percentuale di coloro che hanno ottenuto la seconda dose si aggira purtroppo ancora intorno al 25%. Drammatica è poi la situazione relativa a coloro che hanno richiesto la prestazione domiciliare. Oltre alla beffa iniziale di aver ricevuto in sede di prenotazione una data che si è rivelata fallace (nessuno si è premurato di avvertire le persone interessate) ora siamo alle prese con un patetico rimpallo di responsabilità tra ASL e medici di base. Le persone non sanno più a chi rivolgersi, imbattendosi in un’anarchia che sembra regnare sovrana. Occorre una direttiva chiara e precisa. Se i medici di base non sono in grado di assolvere, quanto pattuito nell’accordo che hanno siglato, siano le ASL a provvedere. Le persone non possono essere lasciate sole. Specialmente quelle più fragili. Fra gli anziani la solitudine uccide almeno quanto la malattia. E comunque si trovano a fronteggiare le cronicità di cui sono affetti, a prescindere dal Covid, senza poter contare su servizi sul territorio, già nel passato carenti”.

 

È quanto dichiarano Gianni Forte, segretario generale SPI Cgil Puglia, Filippo Turi, segretario generale FNP Cisl Puglia e Rocco Matarozzo, segretario generale UILP UIL Puglia in una nota congiunta.

 

“Allo stesso modo siamo preoccupati per l’inizio della campagna per la fascia di età 60/79. Si tratta di 880 mila persone circa – prosegue la nota -. Perché è stato previsto l’inizio solo dal 12 aprile? Non si sarebbe potuto anticipare? Ogni giorno in Puglia non si va oltre le 12 mila somministrazioni. Di queste solo il 60% è riservato agli anziani. Quindi se si continua con questo ritmo ci vorranno non meno di 150 giorni per vaccinare tutta la platea degli ultra60nni (tenendo conto della doppia dose). È insostenibile e inaccettabile assistere ogni giorno ad un numero altissimo di figure non previste dal piano vaccinale e che vengono statisticate come “altri”, ricevere il vaccino. Si tratta di un dato di 1500 al giorno! Tutti finiscono per acquisire priorità rispetto agli anziani. Occorre che si metta fine! Non va bene la gestione dei residui giornalieri somministrati al primo che passa, tanto alla fine si sa che non passa per caso. Quelle dosi devono essere riservate agli anziani, prevedendo un elenco di riserva. Occorre concentrare il massimo sforzo per accorciare i tempi quanto più possibile, perché il 90% delle persone (tante purtroppo), che in Puglia ogni giorno ci lasciano, sono anziani. Certo, le dosi a disposizione non sono a volte sufficienti. La nostra regione continua ad essere penalizzata. Finora ha ricevuto meno dosi di altre con popolazione inferiore. Però dalla Giunta regionale non si leva una voce forte nei confronti del Governo nazionale per ottenere il dovuto. Noi del sindacato siamo disponibili a sostenere questa battaglia. Si convochino tutte le parti sociali e si costruisca una posizione comune, forte e autorevole. Però intanto si faccia in modo che le 90 mila dosi che in Puglia si hanno ad oggi a disposizione vengano quanto prima somministrate”.



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