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Riccardo Ferri e Alessio Tacchinardi spiegano il Derby d’Italia

Chi vince domenica tra Inter e Juve?

Pubblicato in Sport il 15/01/2021 da Teresa Salerno

Inter-Juventus, il famoso Derby d’Italia, andrà in scena domenica 17 gennaio alle 20.45 a San Siro. Si tratta del match più importante del campionato italiano, che tifosi e appassionati di scommesse calcio seguono con grande interesse. Una partita magica, speciale, che lascia ricordi indelebili in giocatori e tifosi. A provare a spiegarla ci hanno pensato due giocatori che hanno preso parte a molti Derby, ovvero Riccardo Ferri e Alessio Tacchinardi, intervistati da L’Insider, blog di Betway. Oltre a ricordare i Derby e a descriverne le sensazioni, le due bandiere del nostro calcio hanno analizzato la situazione dell’attuale campionato italiano, dalla lotta scudetto ai due allenatori Conte e Pirlo, dal caso Eriksen al caso Dybala e così via. 

Cosa significa il Derby d’Italia?

Per Riccardo Ferri, che ha militato come difensore nell’Inter dal 1981 al 1994, è “una partita con la posta in palio molto alta. Si tratta di una di quelle gare che assomigliano molto a un esame importante e che insieme al Derby di Milano focalizzi appena escono i calendari di inizio stagione”. Secondo l’ex centrocampista, in forza alla Juventus dal 1994 al 2005, è “una partita fantastica perché vai a giocare contro altri grandissimi giocatori. Una partita molto sentita che sposta l’attenzione delle società che lavorando hanno la voglia di superarsi”. 

Perché il Derby d’Italia è imparagonabile?

Il Derby è una gara imparagonabile rispetto alle altre sfide, molto sentita da giocatori, società e tifosi. Secondo Ferri perché “la Juve è la squadra che ha vinto di più in Italia e tutte le squadre vorrebbero batterla. L’Inter è sempre stata una grandissima rivale e nella storia recente alcune sfide hanno rafforzato il concetto di rivalità ed antagonismo che dà un sapore diverso rispetto alle altre sfide”. Per Tacchinardi è “una partita inspiegabileuna partita che ha fatto la storia, in cui si confrontano giocatori che vogliono superarsi”. 

Qual è il ricordo più bello in un Derby d’Italia?

L’ex difensore nerazzurro ha scelto l’11 novembre 1984, data del primo gol in Serie A: “Fece gol anche Rummenigge. Una doppietta e Collovati. Il valore aggiunto è che in quell’occasione marcavo Platini, una partita straordinaria e un ricordo indelebile”. Per Tacchinardi è il 14 aprile 2001 quando ha realizzato il suo sogno, da tifoso juventino, di segnare in un Derby d’Italia: “Vincemmo la partita 3 a 1. Aprì io le marcature, poi segnarono Del Piero e Inzaghi. Quello è il mio ricordo più bello: vincemmo la partita e segnai anche un bel gol”. 

Chi vince domenica tra Inter e Juve?

Secondo Riccardo Ferri a vincere sarà la squadra che esprimerà il miglior calcio sul campo e si augura che sia chiaramente l’Inter. Tacchinardi crede che “indipendentemente dal fatto che abbia giocato nella Juve e sia tifoso, per me ha la forza per battere l’Inter. Partita bellissima, difficilissima”. 

Conte o Pirlo?

Ferri sceglie Conte, ma aggiunge: “Sono sicuro che Pirlo ha tutte le qualità per poter diventare un grande allenatore. Glielo auguro”. Per Tacchinardi si tratta di un confronto non facile in questo momento, perché “Antonio Conte sta facendo la storia del nostro calcio, e l’ha fatta anche all’estero. Scelgo Conte, anche se Pirlo per me ha qualcosa di speciale”. 

Gli sfoghi di Antonio Conte 

Ferri descrive così l’allenatore nerazzurro: “Antonio è un allenatore sanguigno, è indubbio che abbia usato toni forti, ma io vorrei soffermarmi sull’aspetto tecnico-tattico. Ha dato un’identità alla squadra, un senso di appartenenza alla squadra e all’ambiente. Credo nel suo lavoro e nella sua professionalità”. Gli sfoghi di Conte per Tacchinardi rappresentano la sua voglia di non accontentarsi mai, perché “vuole portare la società ai massimi livelli, è una persona molto esigente e un allenatore fantastico”. 

Le critiche a Pirlo

Andrea Pirlo, oltre ad essere stato un grandissimo giocatore, per Ferri è anche una persona molto intelligente. “Non penso che non abbia mai messo in preventivo che, sedendosi su quella panchina, avrebbe avuto qualche critica soprattutto nel momento in cui la squadra non avesse avuto un rendimento costante. La Juventus sta passando un periodo non esaltante per i risultati e anche per l’espressione del gioco ed è normale che ci siano delle critiche che vanno a piovere sull’allenatore”. Alessio Tacchinardi non condivide le critiche mosse a Pirlo, “anche se allenare la Juventus è oneri e onori”, perché pensa che stia facendo un percorso difficile, ma a lui piace “per la sua tranquillità, la gestione della pressione, il suo farsi voler bene dai calciatori”.

Tra Cristiano Ronaldo e Lukaku

 

Ad oggi Ferri sceglie Ronaldo, ma vorrebbe sempre nella proprio squadra Lukaku e ritiene che perda il confronto solo con Ronaldo e Messi, “mentre lo vedo molto vicino a Lewandowski come tipo di giocatore, senso di appartenenza, capacità realizzativa, attaccante che fa reparto”. Tacchinardi crede che siano due giocatori fondamentali per le rispettive squadre e se “dovessi io scegliere un giocatore non posso che prendere Ronaldo per tutto quello che ha fatto e che continua a fare. Però chapeau per quello che sta facendo Lukaku”. 

La lotta per lo scudetto

Per l’ex difensore dell’Inter la corsa per la conquista del campionato è a 3, al contrario agli ultimi nove anni, “in cui erano scontati la forza e lo strapotere della Juventus. Il Milan è sicuramente una di quelle squadre che in questo momento ha più continuità per quanto riguarda il gioco; l’Inter viaggia a corrente alternata, ma è una di quelle squadre che ha un potenziale capace di ribaltare qualsiasi tipo di pronostico e non tralascerei la Juventus perché non posso pensare che possa rinunciare a essere competitiva fino alla fine”. Il campionato secondo Tacchinardi è bello ed equilibrato con diverse squadre che si giocano lo scudetto, anche se “purtroppo manca il pubblico e sappiamo l’importanza che ha la tifoseria”. Ad oggi per lui la favorita è ancora la Juventus. 



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