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'Arte in istituto', conversazioni all'Oncologico di Bari. Emiliano: 'Stupito dal successo del progetto'

Il governatore pugliese all'appuntamento conclusivo del progetto: 'Qui ci si prende cura del paziente non solo dal punto di vista medico, ma anche suscitando o valorizzando il suo interesse per l’arte'

Pubblicato in Salute il 28/03/2019 da Redazione

Il  presidente della Regione, Michele Emiliano, è intervenuto all’appuntamento conclusivo de “L’Arte in Istituto”, una serie di conversazioni - corredate dalla proiezione delle opere - sull’arte pugliese,  curate dalla prof.ssa Clara Gelao e organizzato nell’Istituto Oncologico “Giovanni Paolo II” di Bari , in favore dei pazienti della struttura sanitaria. L’evento è stato voluto da due medici dell’istituto la dott.ssa Agnese Maria Fioretti ed il dott. Francesco Giotta.

L’incontro, incentrato sui  dipinti pugliesi di un grande artista del Settecento, Corrado Giaquinto, conclude un percorso avviato nell’ottobre scorso e teso  ad umanizzare  la condizione  del paziente  oncologico, che sia o meno in condizione  di ospedalizzazione.

“La professoressa Gelao – ha detto il presidente portando il suo saluto - ha premuto molto perché venissi qui e il suo sforzo aiuta a costruire identità pugliese, ma la vera ragione è che state facendo qualcosa di umanamente bellissimo e credo che l’arte aiuti a riflettere nei momenti più delicati della vita e che aiuti ad alleggerire le cose che viviamo.  Qui all’istituto tumori ci si prende cura  del paziente  non solo  dal punto di vista medico, ma anche  suscitando  o valorizzando il suo interesse per l’arte,  come in questo caso, o per altri aspetti, come la musica o il cinema o la letteratura che, mi hanno assicurato, non tarderanno”.

“Sono  rimasto molto colpito – ha continuato Emiliano -  dall’interesse per questa iniziativa che ha manifestato questa comunità che “vive la struttura”: dai pazienti ricoverati che hanno seguito gli appuntamenti grazie ad un sistema televisivo a circuito chiuso, fino a chi, guarito, non ha più bisogno  dei servizi resi dall’Istituto ma che continua a sentirsi parte di questa comunità”.

 



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