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Sanità, gli ospedali privati pugliesi rinunciano alla retta alberghiera per il ricovero

Nei giorni scorsi il consigliere pentastellato Mario Conca aveva chiesto al governatore Emiliano di abolire l’atto regionale del 1993

Pubblicato in Salute il 25/10/2018 da Redazione

“In seguito alla denuncia sulla fastidiosa retta alberghiera da dieci euro al giorno che molte cliniche private applicavano ai pazienti ricoverati nelle camere di degenza, tante strutture hanno già rinunciato all'applicazione della tariffa extra e il Dipartimento politiche della salute, a partire dalla rivisitazione contrattuale relativa all'anno 2019, metterà nero su bianco l'inattuabilità di questa pratica”. Così il consigliere del M5S Mario Conca, che nei giorni scorsi aveva chiesto al Presidente/Assessore alla Sanità Emiliano e al direttore del Dipartimento politiche della Salute Ruscitti, di abrogare l’atto regionale del 1993 con cui si stabiliva per le cliniche private accreditate la facoltà di aggiungere una retta alberghiera per i pazienti che si ricoverano nella camera di degenza anziché in corsia.

“Non c’era alcuna ragione - continua Conca - che giustificasse il pagamento di questa indennità, dal momento che allo stato attuale gli standard di corsie e camere di degenza coincidono. Parliamo di una cifra che si stima intorno ai 10 milioni di euro l’anno, per cui in 15 anni i cittadini hanno sborsato circa 150 milioni di euro assolutamente non dovuti. Il tutto è ancora più grave se si pensa che in alcuni casi i servizi in camera per cui si chiedeva la retta, come ad esempio frigobar e tv, in realtà non erano presenti. E questo - incalza il pentastellato - nella totale indifferenza della Regione, che addirittura si era detta all’oscuro della vicenda e che già assicura a queste cliniche convenzioni milionarie”.



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