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GIORNATA NAZIONALE PER LE VITTIME DEL COVID, GLI PSICOLOGI: “FERITE NEL CUORE E NELLA PSICHE”

“Un pensiero a chi non ce l’ha fatta ma anche a chi, in questo momento, necessita di un aiuto psicologico”.

Pubblicato in Salute il 18/03/2022 da Redazione

“Una pandemia che ha lasciato profonde e indelebili ferire nel cuore e nella psiche”. Così il presidente dell’Ordine degli psicologi di Puglia Vincenzo Gesualdo in merito alla Giornata nazionale dedicata alla celebrazione delle vittime del Covid. “Rivolgiamo il nostro pensiero a chi non ce l’ha fatta ma anche a chi, in questo momento, necessita di un aiuto psicologico”.

Ansia, panico, angoscia, depressione e disadattamento. Sono solo alcune delle manifestazioni più evidenti ma la sfera emotiva di tante persone è stata messa in crisi. Mancanza di speranza e paura del futuro, mancanza di progettazione, paura delle malattie e della morte sono molto più compromettenti che in passato. “Per molti il Covid ha rappresentato una vera e propria sfida non solo sul piano fisico ma, soprattutto, su quello psicologico” spiega Gesualdo. “Se consideriamo i gravi casi di cronaca figli del terremoto psicologico causato dalla pandemia e dall’isolamento sociale possiamo ritenerci protagonisti di una battaglia invisi-bile”.

Gli adolescenti sono stati maggiormente investiti dal cosiddetto sovraccarico emotivo e sono i più provati dallo scorso lockdown, il cui impatto sulla salute mentale non è da escludere che possa perdurare per anni. “I ragazzi hanno subito ripercussioni più gravi a livello della socialità, degli apprendimenti ed emotivo e l’autolesionismo crescente è solo la punta dell’iceberg di uno stato di sofferenza che non si può ignorare”. Gli aspetti psicorelazionali non sono più una conseguenza dello stress causato dal Covid, bensì sono diventati la causa stessa dello stress.



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