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A Bari un convegno sulle 'Cure primarie per il cancro'

L'appuntamento è promosso da Nicola Marzano, responsabile di oncologia medica all'ospedale San Paolo di Bari

Pubblicato in Salute il 17/11/2016 da Redazione

Diventare genitori dopo il cancro, terapie biologiche, alimentazione preventiva e cure mirate ai primi sintomi. Questi i temi di cui si discuterà nella due giorni in programma a Bari venerdì 18 e sabato 19 novembre a Villa Romanazzi Carducci. A qualche giorno dalla scomparsa del Professor Umberto Veronesi, il Responsabile di oncologia medica dell’Ospedale San Paolo di Bari, Nicola Marzano, promuove la settima edizione annuale del congresso sulle “Cure Primarie del Paziente Oncologico”. 
In Puglia ci sono circa 20mila nuovi casi di cancro all’anno e potrebbero essere prevenuti o diagnosticati in tempo se tutti adottassero stili di vita corretti e aderissero ai protocolli di screening e diagnosi precoce.
I nuovi casi di tumore riguardano 11mila uomini (6 ogni 1000 abitanti)  e 9mila donne  (4 ogni 1000).  Nonostante  il rapporto del registro tumori in Puglia dello scorso ottobre fotografi una malattia socialmente importante, ci sono  miglioramenti avvenuti nel tempo grazie alla ricerca e al supporto dei medici specialisti al servizio degli operatori e dei pazienti.
Oltre l'80% dei malati di cancro ne manifesta i sintomi per la prima volta al proprio medico di famiglia. Nel corso dell’anno successivo, fino alla diagnosi di cancro e durante tutte le fasi specialistiche della cura, i pazienti consultano i loro medici di base per problemi legati alla malattia in media più di 10 volte, circa il doppio del tasso di consultazione con gli specialisti.
Per questo motivo le cure primarie e la conoscenza del primo approccio da parte dei medici di base svolgono un ruolo di assoluta importanza, essendo direttamente coinvolti sia nelle strategie di screening, che nel percorso diagnostico-terapeutico della malattia. Si tratta quindi di un’iniziativa di informazione e divulgazione di alto livello, ma anche di narrazione scientifica, utile alla cura del paziente e che rende i medici di base autonomi e sicuri nella conoscenza della malattia, trasferendone la realtà scientifica.
Il target del congresso è composto da dottori specialisti di diversi settori della medicina oncologica, ma anche da figure impegnate nella cura delle malattia come i medici di base, tecnici di laboratorio, infermieri e ricercatori pugliesi. 
Si parlerà di tutti i tipi di tumore e delle novità terapeutiche, ad esempio dell' immunoterapia nel melanoma, nel tumore al polmone e in quello renale, che agisce sul sistema immunitario, oppure di terapie biologiche, cosiddette “target terapy” che, a differenza della chemioterapia che agisce colpendo anche le cellule sane, è una cura mirata che distrugge soltanto quelle tumorali.
 La due giorni su questi temi è dedicata anche ai biologi, psicologi e dietisti nutrizionisti. Il ruolo della nutrizione, infatti, nel paziente oncologico è molto importante, in quanto si selezionano percorsi alimentari che potenziano meccanismi di prevenzione e di protezione con cibi che, ad esempio, contengono vitamina D, citochina e omega 3. Ogni giorno vengono diagnosticati in Italia almeno 30 nuovi casi di tumore in pazienti di età inferiore ai 40 anni. La possibile comparsa di sterilità o d’infertilità secondaria ai trattamenti anti-proliferativi e il disagio psicosociale ad essa legato sono temi di importanza crescente. “Diventare genitori dopo il cancro” è il tema della seconda giornata dei lavori, aperta anche al pubblico.
Un numero sempre maggiore di coppie si rivolge ai centri di Medicina della Riproduzione dopo che uno dei due partner ha contratto un tumore. Una scelta difficile che coinvolge l’intero vissuto del paziente ed il suo mondo di relazioni. Il medico di famiglia è spesso il primo interlocutore, il primo riferimento di fiducia a cui il paziente si rivolge per chiarire i suoi dubbi (quali rischi per il nascituro) e le sue incertezze (quale rischio di recidiva e/o prognosi oncologica).