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Esperti provenienti da tutta Europa in Puglia per il summit sulle malattie cardiovascolari

Alcuni fra i principali clinici, ricercatori, esperti di comunicazione europei e del mondo tracceranno un “Tour d’Horizon” affrontando presente e futuro della CVD e dei meccanismi che le determinano

Pubblicato in Salute il 16/05/2019 da Redazione

Quando si usa il termine Cardiovascolari si utilizza una definizione riduttiva sintetizzata nell’acronimo CVD (Cardiovascular disease), un termine che raccoglie tutte le malattie che colpiscono arterie e vene e organi diversi: cuore, cervello, polmone. Le chiamiamo Infarto del miocardio, Ictus cerebrale, Embolia Polmonare, Trombosi delle Vene e delle Arterie.

Le CVD sono la prima causa di morte e di grave invalidità in Italia, in Europa e nel mondo: quando non rubano la vita, la rovinano, compromettendo gravemente la qualità della vita del paziente e di chi gli sta vicino. Uno spreco: perchè in 1 caso su 3 possono essere evitate. Colpiscono il doppio dei tumori. Eppure sono meno temute e ne sottostimiamo impatto e incidenza.

ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie Cardiovascolari – Onlus che da oltre 30 anni  è in prima linea nella Lotta alla Trombosi che determina la maggior parte delle CVD, dal 21 al 23 maggio 2019 ospita in Puglia, a Borgo Egnazia (Savelletri)  il congresso annuale di EHN – European Heart Network, al quale partecipano i rappresentanti di tutti i Paesi dell’Unione Europea, una alleanza di associazioni e fondazioni impegnate nella lotta alle CVD.

 Alcuni fra i principali clinici, ricercatori, esperti di comunicazione europei e del mondo  tracceranno un “Tour d’Horizon” – questo il tema del summit – affrontando presente e futuro della CVD e dei meccanismi che le determinano.

 

Per molti anni Cancro,  Alzheimer e HIV sono state considerate le malattie più temibili e più diffuse: ma negli stessi anni una grave epidemia incominciava a diffondersi nella popolazione dei Paesi cosiddetti industrializzati in tutto il mondo.  Infarto del miocardio, Ictus cerebrale, Embolia polmonare, Aterosclerosi, Trombosi, provocano ogni anno quasi 18 milioni di morti nel mondo (i tumori 9 milioni, le malattie respiratorie quasi 4 milioni, il diabete 1,6 milioni).

Non si tratta di una gara, amara e difficile, per capire quale sia la  malattia più grave ma di una evidenza confermata da molti studi negli ultimi 30 anni, che peraltro prevedono una espansione ancora più catastrofica per i prossimi decenni, per l’aumento della diffusione dei fattori di rischio legati allo stile di vita, come il sovrappeso, il fumo, l’abuso di sostanze stupefacenti, il diabete, l’ipertensione, l’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue legato a ragioni ereditarie ma soprattutto a uno stile alimentare scorretto e pericoloso, e non solo per l’allungamento della vita media e del conseguente invecchiamento.

 

Il  Report 2017 di EHN conferma che le CVD sono la principale causa di morte e di grave invalidità  in Europa, sono la causa di 45 morti su 100, 3,9 milioni di morti ogni anno negli Stati Membri della Regione Europea, secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Di questi decessi, 1,8 milioni si verificano nell'UE, ogni anno.

Anche in Italia, le CVD sono la prima causa di morte: nel 2015 hanno causato quasi 240.000 decessi, il  37% dei decessi totali. E sono anche la causa più frequente di ricovero ospedaliero: nel 2016 si sono verificati circa 1 milione di ricoveri  per un evento a CVD, pari al 14,6% del totale. Non solo morti, quindi, ma gravi invalidità, per chi sopravvive, con condizioni di vita sono notevolmente compromesse, con un importante aggravio di costi economici e sociali sia per le famiglie che  per lo Stato. Nessuno Stato avrà risorse disponibili sufficienti per curare i sopravvissuti.

 

Una situazione complessa, dunque, che durante il meeting in Puglia gli esperti analizzeranno a 360 gradi, valutando i sistemi di assistenza sanitaria, i meccanismi di prevenzione precoce, le ricadute economiche, l’utilità dei test che studiano la predisposizione genetica, gli sviluppi delle politiche globali, la comunicazione indispensabile per rafforzare l’attitudine alla prevenzione e i metodi necessari per misurare l’impatto delle azioni avviate.

 



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