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Istituto oncologico al servizio del Mezzogiorno: nuovi test e terapie più avanzate contro il melanoma

Messo a punto dall'Istituto Tumori di Bari un pannello di geni per lo studio più completo e avanzato del melanoma

Pubblicato in Salute il 15/06/2015 da Redazione
Il Centro Melanoma dell’Istituto Tumori di Bari raccoglie la sfida dell’ASCO (American Society of Clinical Oncology) e lancia il test più completo per l’analisi delle mutazioni geniche del melanoma: un pannello di 11 geni che permette lo studio più avanzato del tumore e consente di aggredire la malattia con i farmaci più efficaci; Sono le nuove terapie “target” e quelle immuno-oncologiche, classificate come “breakthrough of the year” dal Congresso americano.
Questo Meeting, il più importante appuntamento mondiale in oncologia, ha sancito la validità dei farmaci a bersaglio molecolare e dei nuovi farmaci immunologici. Sono molecole che mirano a bloccare i meccanismi grazie ai quali i tumori aggirano e mettono fuori combattimento il nostro sistema immunitario. Su questo terreno di ricerca l’équipe dell’Oncologico si è misurata negli ultimi anni e oggi il Centro Melanoma, diretto da Michele Guida, lancia la sfida al tumore che colpisce 7mila italiani ogni anno, mettendo a frutto l’esperienza maturata attraverso numerosi trials clinici. Presso l’Istituto Oncologico di Bari sono disponibili i nuovi farmaci presentati al congresso ASCO di Chicago (dal 29 maggio al 2 giugno 2015) che, precisa Michele Guida, «ha confermato i risultati a target molecolare e decretato il successo dei farmaci immunoterapici, non soltanto nel melanoma. Una nuova molecola, un anti-PD1, è stata testata con risultati molto favorevoli anche nel tumore del polmone, in quello gastrico e in quello della vescica. La nostra équipe ha partecipato a molti studi che hanno portato alla registrazione dei nuovi farmaci, poiché siamo stati da molti anni convinti sostenitori dell’approccio immuno-oncologico.»
La piena affermazione dei farmaci target è maturata soprattutto negli ultimi tre anni, anche grazie al successo delle molecole anti-BRAF e anti-MEK. Il primo è un potente inibitore del gene BRAF, la cui mutazione, responsabile della crescita tumorale, è diventata un importante target terapeutico. Grazie a tale mutazione le cellule tumorali si replicano più velocemente e diventano ‘immortali’, non vanno cioè più in apoptosi. L’anti-MEK, associato alla prima molecola, ha un effetto sinergico, incrementando significativamente le risposte alla terapia.
«Quando si associano in combinazione i due farmaci - chiarisce Guida - si attua un blocco del gene BRAF e un blocco del gene MEK e i risultati sono di gran lunga superiori. Queste sostanze si sono rivelate un’opportunità terapeutica preziosa nella cura di una patologia in costante crescita nel nostro Paese. All’Istituto Oncologico sono circa trecento i pazienti in trattamento con i nuovi farmaci (a bersaglio molecolare ed immunologici) e sono cento i pazienti con metastasi».

Il Centro Melanoma dell’Istituto Oncologico coordina un team multidisciplinare grazie al quale è possibile una completa presa in carico del paziente:con l’oncologo medico, infatti, collaborano chirurghi plastici e generali, radiologi, radioterapisti e biologi. Proprio ai biologi molecolari è affidato il delicato studio oncogenomico, che consente di analizzare le mutazioni presenti nei geni, studiare il profilo del paziente e personalizzare il trattamento, scegliendo i farmaci più efficaci.
«In base a queste analisi - afferma la biologa Stefania Tommasi - è possibile trarre indicazioni precise sul farmaco da utilizzare. Oggi conosciamo molte alterazioni dei geni essenziali per la crescita del tumore. È innovativa la possibilità di utilizzare nuovi approcci diagnostici che consentono lo studio di più geni contemporaneamente».
«Per questo - spiega ancora Tommasi - abbiamo messo a punto un pannello per l’analisi simultanea di 11 geni. Questa tecnica consente di tracciare il profilo completo del paziente in circa 5 giorni. I risultati sono straordinariamente importanti per la scelta della strategia di cura e per lo studio delle resistenze ai farmaci».
Con le più moderne piattaforme genomiche di next-generation sequencing il Laboratorio di Genetica Molecolare e il Centro Melanoma possono analizzare simultaneamente le alterazioni genetiche, indice di sensibilità o di resistenza alle terapie.
Il Centro Melanoma dell’Istituto Oncologico “Giovanni Paolo II” rappresenta una risorsa di grande importanza per l’intera rete oncologica meridionale ed è al servizio di tutti i centri oncologici per la consulenza terapeutica di secondo livello.
Caratteristiche e obiettivi del Centro Melanoma sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, presso l’Aula Magna dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” dal Direttore Generale Antonio Quaranta, dal Responsabile del Centro, Michele Guida e dalla Responsabile del Laboratorio di Genetica Molecolare, Stefania Tommasi.