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Lo Stato italiano dovrà risarcire i pazienti infettati dalle trasfusioni: accolto il ricorso dell'Associazione talassemici di Lecce

il ricorso presentato nel giugno 2012, tramite l’avvocata Paola Perrone, è stato considerato ‘causa pilota’ attorno al quale sono stati riuniti gli altri ricorsi in materia

Pubblicato in Salute il 15/01/2016 da Redazione

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo Stato italiano a risarcire i cittadini che hanno contratto infezioni a causa di trasfusioni. La decisione è arrivata dopo un ricorso presentato dall’Associazione giovanile talassemici di Lecce nel giugno 2012, tramite l’avvocata Paola Perrone, considerato ‘causa pilota’ attorno al quale sono stati riuniti gli altri ricorsi in materia.

 

Si tratta di una lunga battaglia giudiziaria per ottenere il risarcimento iniziata alla fine degli anni '90. Con due leggi del 2007, riferisce il legale, lo Stato italiano aprì la procedura transattiva per il risarcimento dei danni e le domande di transazione furono presentate nel gennaio 2010. Tuttavia il Decreto ministeriale 162/2012 escluse, di fatto, la maggior parte dei partecipanti dalle transazioni. Da qui il ricorso dell'Associazione talassemici di Lecce alla Corte Europea di Strasburgo, che nell'aprile 2014 dichiarò la causa intrapresa dai salentini 'causa pilota', riunendo attorno ad essa altre cause intraprese sul territorio nazionale. "Una vittoria faticosa quella di oggi, ma dedicata alla salute dei cittadini e al futuro della sanità pubblica - sostiene Perrone - siamo felici di esser stati i primi in Italia e gli unici in Puglia ad aver creduto nella Corte di Strasburgo".

 

 

(ANSA)