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La Asl Bari azienda pilota del progetto 'Curiamo la corruzione'. Michele Emiliano: 'Oggi comincia una guerra'

Tra gli strumenti utilizzati nel corso dei due anni di ricerca, particolare attenzione è stata rivolta allo strumento del Whistleblowing, ossia la possibilità di segnalare abusi con la tutela massima di anonimato

Pubblicato in Salute il 14/03/2016 da Redazione

 

“Questo non  è il solito progetto al quale si aderisce e basta, da oggi comincia una guerra alla corruzione ed è una guerra che deve cominciare chiedendo all’avversario di arrendersi senza combattere perché il mondo è cambiato, perché il denaro disponibile non è infinito e perché i diritti delle persone non sono più compatibili con gli abusi delle altre persone, di quelli cioè che hanno pensato che la loro vita dovesse girare sempre allo stesso modo. Questa guerra verrà sperimentata dalla Asl di Bari, che è una delle più complesse d’Italia, e quando avremo consapevolezza che il metodo funziona, verrà applicato alle altre Asl con grande celerità perché la corruzione è un costo enorme che va frenato subito. Noi pensiamo che questo sia l’unico metodo possibile per combatterla senza fare retorica”.

Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che questa mattina, insieme con il direttore del Dipartimento Salute della Regione Giovanni Gorgoni e il direttore generale della Asl di Bari Vito Montanaro, ha presentato il progetto “Curiamo la corruzione”, un progetto di Transparency International Italia in collaborazione con CENSIS, ISPE Sanità e RiSSC.

L’azienda sanitaria di Bari sarà dunque una tra le prime quattro in Italia a poter partecipare attivamente al progetto come azienda pilota, con l’obiettivo di prevenire e contrastare in maniera più efficace corruzione e sprechi. Il progetto ha un obiettivo molto ambizioso: aiutare il sistema sanitario nazionale a ridurre il livello di corruzione grazie a una maggior trasparenza, integrità e responsabilità.

Le attività in programma mirano innanzitutto ad aumentare la consapevolezza sul fenomeno della corruzione, a istruire e formare dirigenti e staff e a implementare e testare sul campo strumenti anti-corruzione e modelli organizzativi innovativi. Da qui, l’importanza del lavoro che sarà svolto insieme alla ASL di Bari, dove gli strumenti anticorruzione verranno testati e monitorati per 2 anni in collaborazione con il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e lo staff designato dalle organizzazioni.

La collaborazione ha l’obiettivo di aiutare l’azienda a mitigare i rischi di corruzione e di spreco e aumentare l’efficienza per offrire un servizio sempre migliore ai cittadini.

“Il metodo di lavoro e di studio è la trasparenza – ha continuato Emiliano - aprire cioè alla conoscenza di chiunque ed in modo strutturato tutto ciò che è a nostra disposizione. Noi individueremo il meccanismo di certificazione della spesa e di verifica della utilità della stessa, non solo alla luce della legge italiana, ma anche alla luce delle esperienze che questo gruppo di lavoro avrà individuato. Siamo di fronte ad un cambiamento epocale che oggi passa anche attraverso la nostra volontà di scambiare le buone pratiche e di farci  esaminare. Noi stiamo aprendo le porte a Trasparency e stiamo dicendo, venite e guardate come funziona il nostro sistema, che è un sistema che non funziona e che va cambiato”.

 “Poiché – ha concluso Emiliano - a noi questa storia non ci sta bene, nel senso che non ci sta bene che la Puglia stia in queste condizioni, non ci sta bene che la corruzione venga considerata come un fatto ineluttabile, come un costo aziendale, noi accettiamo la sfida cominciando oggi dalla Asl di Bari. Sono molto curioso e molto interessato ai risultati di questa operazione che vede la Asl di Bari azienda pilota di un progetto che mira ad  acchiappare quanti più gaglioffi è possibile”.

La sfida per il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni, “è più culturale che procedurale o  amministrativa procedurale anche perché scontiamo ancora una credenza secondo cui il furbo in realtà è uno che ha capito tutto mentre il furbo va considerato per quello che è, e cioè un delinquente, la  corruzione infatti, non dimentichiamocelo, è un reato penale”.

Tra gli strumenti utilizzati nel corso dei due anni di ricerca, particolare attenzione è stata rivolta allo strumento del Whistleblowing, ossia la possibilità di segnalare in maniera documentata e con la tutela massima di anonimato, comportamenti illeciti di cui si è conoscenza. 

Il direttore generale della Asl Bari dott. Vito Montanaro ha infine spiegato cosa prevede il progetto “Curiamo la corruzione”.

“Il modello prevede all’inizio una fase formativa seguita da una fase amministrativa, da una fase di revisione dei sistemi di organizzazione delle aziende che partecipano al progetto, la descrizione cioè dei percorsi amministrative gestiti, per la fase della spesa, che verranno messi a fattore comune e dai quali deriverà una best practice che poi sarà considerata quella da utilizzare nella 4 aziende pilota”.