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Sanità, presentata la rete oncologica pugliese. Emiliano: 'Da gennaio al via il numero verde e i CoRo'

La Rete servirà per avere una risposta assistenziale completa, una presa in carico a 360 gradi, con lo scopo anche di ridurre la mobilità passiva extra-regionale

Pubblicato in Salute il 13/12/2018 da Redazione

La ROP, la rete oncologica pugliese, nasce per eliminare i dislivelli e per dare una sanità omogenea su tutto il territorio regionale. I cittadini che si ammalano di tumore ogni anno in Puglia sono circa 20mila. A loro la Rete servirà per avere una risposta assistenziale completa, una presa in carico a 360 gradi, con lo scopo anche di ridurre la mobilità passiva extra-regionale, con tutto ciò che essa implica in termini di disagio proprio per i pazienti.

 "Oggi finalmente presentiamo in grande stile la rete oncologica pugliese – ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo questa mattina presso la Fiera del Levante di Bari agli Stati generali della Rete Oncologica – dal 14 gennaio del 2019 , presso l'IRCCS Giovanni Paolo II, ci sarà un numero verde 800185003 a disposizione dei pazienti e ben 17 Centri di Orientamento Oncologico cui spetterà la presa in carico totale del paziente. Il sistema sanitario pugliese ha fatto un enorme passo in avanti, riconosciuto anche dal Ministero della Sanità. Oggi registriamo il più alto livello dei LEA, 181, (i livelli essenziali di assistenza) mai raggiunto nella storia della regione Puglia e questo è quello che conta. È chiaro però che avere migliorato molto non significa essere diventati un sistema sanitario da Coppa dei Campioni. Noi siamo in una fase interlocutoria, dobbiamo crescere ancora ma più di questo, in tre anni, non si poteva fare. Questa è una rete che non esisteva e, vi assicuro, per me era un'umiliazione girare per l'Italia e sapere che l'unico sistema sanitario regionale a non avere una rete oncologica era quello pugliese".

 Per Emiliano probabilmente "la Puglia non aveva la ROP perché i viaggi della speranza sono delle cose terribili per le famiglie, ma sono anche dei grandi affari per un sacco di gente". "Questi affari da oggi sono terminati – ha detto Emiliano - e quando un Presidente della Regione fa saltare i grandi affari, sicuramente ci si aspetta grandi reazioni, ma le mie spalle sono larghe, anche perché il popolo pugliese sta comprendendo che questa rivoluzione faticosa non guarda in faccia nessuno. Comunque la rete oncologica ormai è nata – ha concluso Emiliano - stiamo investendo tre milioni l'anno per sostenerla e dobbiamo continuare a fare in modo che queste risorse siano spese nel modo migliore".

 

Per il direttore del Dipartimento regionale Politiche per la salute, Giancarlo Ruscitti "oggi non è un avvio". "Noi – ha detto Ruscitti - vogliamo render conto che abbiamo incrementato gli interventi chirurgici in oncologia, i trattamenti chemioterapici e la radioterapia. La macchina è partita e sta funzionando anche grazie alle assunzioni che abbiamo fatto recentemente. Solo nel primo semestre del 2018 abbiamo fatto almeno 110 interventi sulle mammelle in più rispetto al 2017, sono tutte donne che prima si rivolgevano a regioni che non erano la Puglia e che oggi invece possono essere curate presso la loro residenza. Certo c'è ancora da fare tanto anche perché soprattutto le terapie oncologiche stanno cambiando radicalmente e diventano molto più costose, diventando più difficile trattare tumori che da mortali e maligni stanno diventando cronici con un aumento dei costi e una difficoltà anche di competenze cliniche. La rete serve proprio a questo, a concentrare nei luoghi adatti la possibilità di curare e fare diagnosi sui tumori in Puglia". 

"La Rete Oncologica, insediata solo a maggio scorso, ha ormai una ricchezza professionale e operativa sorprendente – ha aggiunto Giovanni Gorgoni direttore generale Aress - Ai primi trecento professionisti reclutati negli organi di governo della rete prima dell'estate se ne sono aggiunti altrettanti che stanno costruendo pezzo pezzo la Rete. La ROP va vista come un contenitore di reti, una sorta di rete delle reti perché incorpora sottoreti per singola patologia tumorale, ed è la più complessa da gestire. Grazie al contributo dei molti professionisti coinvolti al centro e in periferia abbiamo definito linee guida e collocazione dei Centri di Orientamento Oncologico che partono ufficialmente da metà gennaio 2019; abbiamo addestrato quaranta esperti di progettazione dei percorsi clinici già operativi; abbiamo adottato e avviato la sottorete delle anatomie patologiche e per il tumore del seno e, da un mese – ha concluso Gorgoni - sono già al lavoro i gruppi regionali per la progettazione delle sottoreti per polmone, utero, colon e prostata, attese in consegna a gennaio 2019."



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