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All’Ospedale Miulli di Acquaviva il primo reparto di chirurgia epatobiliopancreatica

Il direttore Riccardo Memeo: 'L’obiettivo è essere un centro di riferimento in Italia per i pazienti affetti da tumori del fegato, pancreas e vie biliari, consentire loro di essere operati in laparoscopia e robotica, con le più moderne tecnologie'

Pubblicato in Salute il 11/11/2020 da Redazione
Dottor Riccardo Memeo, direttore del reparto di Chirurgia Epatobiliopancreatica dell'ospedale Miulli


A livello mondiale è la terza causa di morte in caso di malattie oncologiche dopo il tumore al polmone e allo stomaco: il tumore al fegato è nemico silenzioso, troppo spesso, se diagnosticato in ritardo letale anche se chirurgicamente trattato. 
Negli ultimi cinque anni è toccato alle donne pagare dazio in termini di aumentata incidenza con un +21%: in calo, invece, il numero di casi tra gli uomini (-7,5%).

Il cancro al fegato, come spiegato dagli esperti, è una neoplasia ‘silenziosa’ non caratterizzata da una sintomatologia specifica. Questo spesso ne ritarda la diagnosi: solo nel 10% dei casi viene diagnosticato in fase iniziale.

In Puglia da oggi c’è chi come l’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti ha interamente dedicato la prima unità operativa complessa di Chirurgia Epatobiliopancreatica alla cura di tale malattia affidandone il ruolo di Direttore al dottor Riccardo Memeo.

“Siamo arrivati a questa importante decisione grazie agli importanti volumi di tumori epatobiliopancreatici trattati con successo dall’avvento del chirurgo pugliese” : il commento all’unisono di Don Mimmo Laddaga, delegato del Miulli  e del suo Direttore Sanitario Fabrizio Celani non lascia spazio a ripensamenti.

Chi è Riccardo Memeo? Un talento di ritorno a “kilometro zero”: laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato presso l’Università di Bari, in un lungo percorso all’estero ha perfezionato le sue competenze nella chirurgia laparoscopica del fegato, del pancreas e dei trapianti, lavorando all’ Hopital Paul Borusse e all’ Hopital Henri Mondor, prima di completare la formazione in chirurgia robotica presso l’Hopital Civil di Strasburgo. Rientrato in Italia, dopo una breve esperienza come Ricercatore presso l’Università degli Studi di Bari, si dimette per sposare questo interessante progetto dell’ Ospedale Miulli.

“L’obiettivo  - sottolinea il neodirettore - è  essere un centro di riferimento in Italia per i pazienti affetti da tumori del fegato, pancreas e vie biliari, consentire loro di essere operati in laparoscopia e robotica, con le più moderne tecnologie, è per me motivo di orgoglio. Se qui al Miulli riusciamo a farlo – conclude Memeo – è grazie ad importanti investimenti nel campo tecnologico e professionale da parte della Direzione Generale che consente un lavoro multidisciplinare in simbiosi con radiologi interventisti, endoscopisti, oncologi, radiologi e radioterapisti al fine di poter prendere in carico i pazienti dalla diagnosi alla terapia senza più bisogno di effettuare viaggi della speranza, permettendogli quindi di curarsi a casa”.

Una buona notizia per il Mezzogiorno, in un momento drammatico per la sanità mondiale e dell’Italia intera, capace di rassicurare i tanti pazienti attraverso la creazione di un percorso assistenziale moderno e organizzato, con tempi accorciati dalla diagnosi al trattamento e  risultati in linea con i più grossi centri europei eccellenza nel settore.



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