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Bra Day Italy, giornata per la ricostruzione mammaria anche in Puglia

Intervista a Vincenzo Bucaria, direttore reparto Chirurgia plastica della Mater Dei Hospital di Bari

Pubblicato in Salute il 02/01/2015 da Evelina Giordano
Vincenzo Bucaria, direttore reparto Chirurgia plastica della Mater Dei Hospital di Bari
Intervista al Dott. Vincenzo Bucaria, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva e direttore dell’unità di chirurgia plastica della Mater Dei.

D.: Dr. Bucaria, la chirurgia plastica è ormai parte integrante del trattamento oncologico. Nel momento stesso in cui viene diagnosticato un tumore al seno e la necessità di una mastectomia, può essere già programmato anche l’intervento di ricostruzione. E' così?
R.: la visita con il chirurgo plastico è parte integrante della fase che precede l’intervento demolitivo. Durante la prima visita si discute con il chirurgo oncologo sul tipo di demolizione necessaria e si programma l’intervento ricostruttivo con materiale protesico ma anche con tessuto autologo. Anche in casi di quadrantectomie allargate o di quadrantectomie per tumori posizionate in zone mammarie critiche ( retro areolari, supero mediali, ecc) l’intervento del chirurgo plastico, sia in fase di programmazione che al letto operatorio, si rende necessario per garantire un risultato morfologico soddisfacente. E’ importante a tal proposito specificare come esiste una direttiva del Parlamento Europeo, recepita sia dalla Camera dei Deputati che dal Senato della Repubblica, che impone agli operatori di “quantomeno” informare tutte le pazienti da sottoporre ad un intervento di mastectomia sulle possibilità ricostruttive. E’ inoltre necessario ricordare come oltre alla ricostruzione mammaria immediata è possibile effettuare una ricostruzione mammarie secondaria, cioè un intervento chirurgico ricostruttivo nelle donne che hanno subito una mastectomia e che non hanno effettuato un intervento chirurgico ricostruttivo immediato. Una ricostruzione mammaria è possibile anche nelle donne che hanno subito un intervento di quadrantectomia, con o senza radioterapia post operatoria, nelle quali è residuata una asimmetrie mammaria.
D.: Quando si rende necessario l'intervento di mastectomia totale, e in cosa consiste esattamente, da un punto di vista tecnico?
R.:l’intervento di mastectomia si rende necessario quando è presente un tumore maligno della mammella che per le sue caratteristiche oncologiche, la sede e le dimensioni non può essere trattato con tecniche più conservative come la quadrantectomia, cioè con l'asportazione di un singolo quadrante mammario. L’intervento di mastectomia prevede la completa asportazione della ghiandola mammaria con conservazione dei muscoli piccolo e grande pettorale. La cute mammaria viene asportata solo in parte. Nella maggior parte dei casi viene effettuato il cosiddetto intervento di SKIN SPARING MASTECTOMY cioè una mastectomia con risparmio di cute. Tale intervento è oncologicamente corretto e permette di ottenere buoni risultati anche da un punto di vista ricostruttivo. In alcuni casi selezionati si può anche effettuare la cosiddetta NIPPLE SPARING MASTECTOMY cioè una mastectomia con il risparmio oltre che della cute anche del complesso areola-capezzolo.
D.: Di recente Lei ha organizzato a Bari il convegno BRA DAY ITALY 2014. E' importante che la donna colpita dal tumore mammario sia pienamente informata sulle tecniche di ricostruzione e quindi consapevole delle proprie scelte?
R.: Il BRA DAY è una giornata per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria; ha l’obiettivo di divulgare informazioni corrette e complete sulla ricostruzione del seno, per offrire alle donne la piena conoscenza riguardo lo sviluppo delle tecniche di chirurgia ricostruttiva perché una donna informata è una donna consapevole delle proprie scelte. Questi sono i propositi del BRA Day Italy, un evento internazionale organizzato in più di dieci Paesi, una vera e propria festa per l’informazione e la consapevolezza femminile.
D.:Quali sono i materiali che vengono utilizzati, e quali sono i rischi (se ci sono) e le controindicazioni?
R.: dopo l’intervento demolitivo mammario nella maggior parte dei casi la ricostruzione prevede l’impianto immediato, cioè contestuale, di una protesi mammaria o di un espansore mammario. Le protesi mammarie e le tecniche chirurgiche utilizzate in chirurgia ricostruttiva sono del tutto identiche a quelle utilizzate in chirurgia estetica. L’espansore mammario invece è una sorta di palloncino inserito al di sotto del muscolo pettorale che viene espanso nei mesi successivi sino a raggiungere le dimensioni desiderate. Questo presidio viene poi sostituito con una protesi mammaria definitiva. Quindi in ogni caso la mammella demolita verrà ricostruita con una protesi. E’ opportuno specificare che, al fine di ottenere risultati estetici soddisfacenti, l’intervento di ricostruzione mammaria deve prevedere anche l’adeguamento del seno sano controlaterale mediante tecniche di chirurgia estetica tipo mastoplastica additiva (aumento di volume) mastopessi (lifting e sollevamento del seno), mastoplastica riduttiva (riduzione del volume mammario). Tutti questi interventi sono parte integrante del trattamento ricostruttivo e quindi sono completamente a carico del sistema sanitario nazionale. In altri termini sono interventi assolutamente gratuiti.
D.: Quando si deve ricorrere alla sostituzione delle protesi mammarie, anche non in caso di tumori?
R.: non esiste una data di scadenza delle protesi mammarie impiantate; bisogna sfatare il mito che le protesi mammarie hanno una durata di 10 anni e che alla scadenza di tale limite temporale devo0no essere sostituite. Ci sono donne che portano protesi mammarie impiantate ormai 30 anni fa cosi come ci sono donne costrette a sostituire una protesi dopo 5,6,7 anni. La protesi mammaria si sostituisce quando si rompe o quando sopravvengono complicanze tardive tipo la contrattura capsulare, la dislocazione o la rotazione protesica. così come
D.:C'è differenza tra le protesi al silicone di vecchia generazione e le nuove (rispetto alla sostituzione)?
R.: le protesi mammarie di ultima generazione sono tecnologicamente molto diverse dalle protesi di decenni fa. Le differenze riguardano sia la capsula, cioè il contenitore, che il contenuto, cioè il silicone. La capsula delle vecchie protesi era composta di silicone in mono strato a superficie liscia e con un contenuto di silicone liquido. Le protesi attualmente utilizzate hanno
1. una capsula esterna in silicone polistratificato che renda tale involucro molto più resistente a traumi, a deterioramenti dovuti al passare del tempo e all’aggressione da parte delle difese dell’organismo,
2. una superficie esterna non più liscia ma testurizzata (cioè a superficie rugosa); tale innovazione tecnologica riduce sensibilmente l’incidenza della contrattura capsulare, della rotazione protesica e della dislocazione protesica in quanto la superficie rugosa permette un ancoraggio della protesi ai tessuti dell’organismo e riduce la formazione della capusula periprotesica.
3. Un contenuto formato da gel di silicone coeso cioè piu solido e non da un riempimento costituito da silicone liquido pur mantenendo una morbidezza del tutto paragonabile alle vecchie protesi. Tale innovazione non permette lo spandimento di silicone in caso di rottura e quindi una serie di complicanze dovute alla diffusione del silicone liquido tipo siliconomi cutanei muscolari e nei linfonodi ascellari .
D.:Per la sua esperienza, quant’è importante per una donna l’estetica del seno e in che misura e modo incide sulla vita futura di una paziente?
R.: il seno è il simbolo per eccellenza della femminilità intesa nella sua più ampia accezione che comprende la sessualità, la maternità e la fecondità. Una donna mastectomizzata è una donna mutilata non solo nel fisico ma anche nella mente. Non dimenticherò mai quanto mi disse, piangendo, una paziente mastectomizzata, alla quale effettuai un intervento ricostruttivo secondario, quando vide il suo nuovo: “ questo è il terzo giorno più bello della mia vita; gli altri due sono stati il giorno in cui sono nati i miei due figli”.
D.: L’intervento di ricostruzione del seno dopo una mastectomia per tumore è a pagamento?
R.: L’ho già detto ma è necessario ribadirlo. Tutti gli interventi di ricostruzione mammaria, anche quelli accessori (adeguamento del seno controlaterale, ricostruzione del complesso areola capezzolo, modellamenti con innesti di grasso, ecc) sono a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale e quindi completamente gratuiti, sia che siano effettuati presso strutture pubbliche sia presso strutture private convenzionale con il sistema sanitario nazionale. Anche l’intervento di mastectomia profilattica con ricostruzione immediata, per intenderci quello effettuato da Angiolina Jolie, è a completo carico del SSN.
D.: Esistono formule assicurative da prendere in considerazione prima di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica sia dopo una mastectomia, o semplicemente per una questione estetica?
R: nessuna formula assicurativa. L’importante è rivolgersi a personale medico qualificato e non farsi ammaliare da pubblicità e da siti web ingannevoli.
D.:Infine, come medico e come uomo, qual è la soddisfazione più grande nel suo lavoro?
R.: il sorriso delle donne.

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