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Vendola: 'Ghetto di Rignano è una vergogna'

Il Governatore di Puglia ha dichiarato di voler chiudere 'quel luogo gestito dalla criminalita'

Pubblicato in Politica Lavoro Sviluppo e Lavoro il 04/04/2014 da Redazione
''Lo schiavismo non puo' essere compatibile con la nostra idea di civilta', di modernita' e di democrazia. Noi vogliamo chiudere Rignano Garganico, vogliamo chiudere quel luogo gestito dalla criminalita', che rappresenta una vergogna per il nostro territorio''. A dichiararlo è il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. ''In questi anni abbiamo provato e riprovato non soltanto a gestire l'emergenza, ma a cercare di individuare un modello di intervento su una tematica di grande complessita''', ha ricordato. ''Ci siamo ingegnati, a definire un quadro normativo che potesse essere antagonista della normalita' funerea del caporalato. In Puglia, con le leggi contro il lavoro nero e con l'individuazione di strumenti specifici quali gli indici di congruita', abbiamo definito un quadro di lotta, anche per spiegare al sistema d'impresa che coloro che fanno ricorso al lavoro nero, non soltanto vìolano diritti fondamentali, ma drogano le regole della concorrenza. Abbiamo provato in questi anni -ha proseguito Vendola- a mettere in piedi nuovi percorsi ed esperienze, a cominciare dagli alberghi diffusi. Il ghetto di Rignano Garganico e' un luogo che e' un po' la proiezione della logica del caporalato e rappresenta, in qualche maniera, una cessione di sovranita' da parte dello Stato. La novita' di questa delibera risiede nelle firme: sei assessori e quindici dirigenti. L'immigrazione, con i suoi giganteschi problemi, con le sue ciclopiche criticita' e con le sue straordinarie opportunita', e' una politica che incrocia tutti i settori di una Pubblica Amministrazione''. ''Costruire campi di piccole dimensioni - ha spiegato - potra' consentire l'accoglienza dei lavoratori migranti che sono in Puglia e nel foggiano nel periodo stagionale della raccolta del pomodoro o dell'anguria. Vogliamo aiutare le imprese a regolarizzare i rapporti di lavoro, a non cedere alla tentazione malvagia del lavoro nero, - ha proseguito Vendola - Si tratta di una sfida culturale. Non sara' una delibera a liberarci da una porzione di medioevo. C'e' bisogno dell'apporto di tutti: i sindacati, le organizzazioni professionali, il volontariato, il mondo dei media. E' una sfida importante di difesa della dignita e dei diritti di ogni essere umano''.