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Migranti: entro luglio decisa la chiusura del 'ghetto' di Rignano Garganico

Presentato il piano 'Capo Free?Ghetto Out'

Pubblicato in Politica Lavoro Sviluppo e Lavoro il 04/04/2014 da Redazione
Chiudere il campo di Rignano Garganico, in provincia di Foggia, il cosiddetto 'ghetto', che accoglie stabilmente 2-300 immigrati che d'estate diventano 1.500, e sostituirlo con cinque strutture piu' piccole e diffuse sul territorio, che siano impermeabili alla criminalita'. E' l'obiettivo che la Regione Puglia si e' proposta di raggiungere entro il 1° luglio. ''I tempi sono maturi per lanciare una sfida complessa'', ha detto l'assessore alla Cittadinanza Sociale Guglielmo Minervini presentando questa mattina con il presidente Nichi Vendola il piano 'Capo Free?Ghetto Out'. ''Il tema dello sfruttamento del lavoro nero in agricoltura - aggiunge - attraversa tutto il nostro Paese. L'economia agricola spesso si regge sullo sfruttamento degli uomini e i flussi migratori che attraversano la nostra Regione sono molto consistenti e rendono conveniente lo sfruttamento. Accade cosi' che ci siano realta' come quella di Rignano che si chiamano ghetti. Ed e' inaccettabile che luoghi del genere possano esistere ed essere chiamati così come se nulla fosse. Il ghetto di Rignano e' un luogo, un pezzo di Stato fuori dallo Stato, con negozi, servizi e problemi di una citta', senza esistere neppure sulle mappe''. I nuovi campi saranno da 250 posti, con standard di accoglienza dignitosi e protetti dalle infiltrazioni del caporalato tramite un accordo con la Prefettura. ''Sperimenteremo anche l'accoglienza diretta presso le imprese agricole e per gli stanziali, quelli che restano anche d'inverno, percorsi di sperimentazione di autocostruzione e autorecupero sul territorio'', ha spiegato Minervini.