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Lecce, al Vito Fazzi serve acceleratore lineare per curare i tumori

La richiesta anche in seguito all'aumento delle patologie tumorali

Pubblicato in Politica Salute il 16/03/2014 da Redazione
“L’incidenza delle patologie tumorali, gli allarmanti rischi per la salute e i disagi per malati e familiari, troppo spesso costretti a lunghi, faticosi e costosi ‘viaggi della speranza’ in regioni e strutture lontane, alla ricerca di cure efficaci e di un ritorno alla normalità per le loro vite stravolte (con la paradossale beffa dell’aumento della mobilità passiva, che incide pesantemente sul bilancio dell’ente), impone una doverosa riflessione sull’opportunità di dotarsi di attrezzature sanitarie all’altezza a Lecce e in una provincia che registra percentuali preoccupanti e richieste di assistenza - all’altezza della gravità delle malattie diagnosticate – impossibili da soddisfare con la dotazione attualmente in essere”.
Andrea Caroppo, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra, evidenzia la mancanza al Polo Oncologico del ‘Vito Fazzi’ di un Acceleratore lineare di ultimissima generazione, innovativo al punto da permettere la sostituzione della chirurgia tradizionale e l’intervento con metodo radioterapico su numerose forme di patologie tumorali, in particolare quelle considerate inoperabili. Per questo rivolge – raccogliendo l’invito di associazioni e cittadini mobilitati per una battaglia che non può essere considerata solo di un territorio -direttamente al Direttore Generale dell'Asl di Lecce, Valdo Mellone, e all'Assessore alla Sanità, Elena Gentile, un accorato appello per “un acquisto che non può essere assolutamente inteso come una spesa ma come un investimento doveroso e rispettoso di una comunità che non può essere ignorata e sacrificata all’altare dei tagli e dei sacrifici lineari, senza un’effettiva e opportuna valutazione dei costi e dei benefici” sottolinea. “I macchinari in commercio presentano infatti costi accessibilissimi che permettono un immediato rientro, attraverso una drastica riduzione delle prestazioni effettuate fuori dal territorio regionale, e di tempi e modalità richiesti da altre terapie e interventi” continua.