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Movida a Lecce: residenti e commercianti a febbraio si fa il punto

Una nota l'Assessora regionale allo Sviluppo Economico dopo il caso Depardieux

Pubblicato in Politica Sviluppo il 15/01/2014 da Loredana Capone*

Il centro di una città senza i residenti non vive, ma senza il commercio si spegne, perde vivacità e vitalità e alla fine viene abbandonato Una funzione serve all'altra ed entrambe, col dialogo e il confronto, possono migliorare la qualità complessiva della città.

Perciò rischia di essere stucchevole e dannosa la posizione di chi, parteggiando esclusivamente per una parte o per l’altra, stimola il conflitto e non aiuta a superare i problemi che, in ogni realtà urbana vivace, sono sempre sul rischio di esplodere. Con le associazioni di categoria dei commercianti della provincia di Lecce abbiamo organizzato agli inizi di ottobre uno studio dettagliato sulla situazione di alcune realtà che hanno realizzato buone pratiche per il commercio a Barcellona e Londra, andando ad incontrare direttamente i protagonisti del cambiamento. Certo si tratta di grandi capitali europee, giganti in materia di cultura e di commercio.

Ma entrambe le amministrazioni, pur con modelli diversi, hanno lavorato molto sul confronto diffuso e partecipato tra residenti e operatori commerciali. Proprio per agevolare questo confronto sono nate associazioni strutturate di residenti e commercianti che hanno trovato nelle amministrazioni comunali interlocutori attenti ed operativi.

Ora, dobbiamo riconoscere che l’amministrazione comunale di Lecce su questo, come correttamente affermano l’avv. Quinto e tanti interventi di questi giorni, è molto in ritardo e pare assurdo che per smuoversi debba aspettare la critica vivace ed arrabbiata di un grande attore come Gérard Depardieu che ci ha dato il piacere di scegliere Lecce come meta in cui abitare. Ma ben venga che finalmente si apra un confronto serio su questi temi e si proceda poi, ciascuno nel suo ruolo, agli atti concreti. Faccio dunque qualche proposta sulle priorità. Essenziale è innanzi tutto la correlazione della pianificazione del commercio con la programmazione urbanistica perché si concretizzi un processo di riqualificazione e di trasformazioni urbanistiche finalizzato ad adeguare la città alle mutate esigenze di lavoro e di relazione dei residenti e dei frequentatori.

L’inserimento di un mix di usi diversi (residenziale, direzionale, commerciale, ospitalità, spazi e funzioni pubbliche ecc.) fra loro complementari, può favorire infatti il buon esito degli interventi edilizi, contribuendo alla vitalità dei luoghi. Inoltre ci sono dei problemi specifici sui quali si possono meglio articolare regolamenti normative ad esempio: • utilizzo degli spazi pubblici per il commercio: mercati, fiere e commercio abusivo; • impatto del commercio sulla città (movida, aperture notturne, tempi della città e del commercio); • uniformità delle prescrizioni igienico edilizie, per evitare lungaggini e problemi operativi. Questa è però anche un’occasione per iniziare a rispondere alle nuove esigenze del settore commercio che una città come Lecce non può non cogliere specie se vuole davvero rafforzare la sua posizione di candidata capitale europea della cultura. Il commercio infatti sta cambiando rapidamente sia per le liberalizzazioni spesso selvagge che per la crisi economica che si è abbattuta anche sugli ipermercati.

A tutto questo si è aggiunto l’e-commerce e la crescente consapevolezza del problema del consumo di territorio. Sono tutti fattori che spingono a ritenere che il modello di sviluppo del commercio basato su grandi strutture periferiche non sia più attuale . Per questo la Regione Puglia ha bloccato per alcuni anni l’apertura di nuovi grandi ipermercati scegliendo di puntare a rendere più vivibili le città. Occorre, in pratica, individuare un nuovo modello di sviluppo per le attività commerciali nel quale l’innovazione sia al primo posto.

In questa riflessione, tutti gli attori, a partire dalle associazioni, devono essere stimolati a superare una logica di breve periodo. I distretti urbani del commercio rappresentano lo strumento privilegiato per promuovere la collaborazione tra Amministrazioni, operatori e territorio e avviare una logica di intervento di tipo dinamico. Inoltre la programmazione del distretto urbano del commercio è uno strumento articolato di sviluppo e promozione dei centri storici e delle aree urbane che può attingere anche a risorse messe a disposizione per la tutela del patrimonio storico, artistico o ambientale che interessi progetti di valorizzazione della rete commerciale.

I fondi europei 2014-2020 possono rappresentare l’occasione per promuovere una nuova idea di commercio. La nuova programmazione benché non preveda finanziamenti diretti per il commercio, riguarda alcuni temi, a partire dalle smart cities, che coinvolgono anche le attività commerciali. Il tessuto commerciale può avere grosse difficoltà nel cogliere questa occasione, ecco perché è necessaria un’azione di stimolo ed esemplificazione. Per questo, posso annunciare che a febbraio organizzeremo un'iniziativa di confronto ampio tra gli operatori, l'amministrazione e la città. L’iniziativa è stata prevista proprio per la definizione del nuovo codice del commercio, per la promozione dei distretti urbani e la definizione della programmazione 2014/2020.

*Assessora Sviluppo Economico Regione Puglia