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Coronavirus, il movimento 'La Giusta Causa' lancia un documento con 10 proposte per affrontare l'emergenza

L'associazione ha deciso di operare in questa fase anche come associazione di volontariato

Pubblicato in Politica il 31/03/2020 da Redazione

L’associazione politica/movimento culturale La Giusta Causa dopo la sua assemblea in videoconferenza lancia un documento con il quale individua alcune proposte per l’emergenza. Nello stesso tempo, mobilita tutti i suoi soci a fianco dei volontari e dell’assessorato al Welfare per mettersi al servizio di chi è già in campo, come organizzazione collettiva.

Per quanto riguarda le proposte, l’associazione ritiene necessario attrezzare la rete territoriale di assistenza sanitaria e individuare luoghi per l’accoglienza dei convalescenti e di coloro che devono rimanere in quarantena. Occorre, inoltre, garantire a tutto il personale sanitario e sociosanitario, tecnico, agli operatori dell’emergenza-urgenza e della medicina territoriale la fornitura urgente, continuativa e diffusa di DPI - dispositivi di protezione individuale.

Il virus colpisce tutti, ma le conseguenze che ne sono derivate rischiano di aggravare le diseguaglianze, spingendo nel baratro della povertà tutti coloro che non hanno più una fonte di guadagno. A livello locale e regionale occorre, quindi, accrescere la copertura del bisogno sociale in tempi rapidissimi, richiedendo immediatamente al MLPS la completa liberazione delle risorse del Fondo Povertà (PON Inclusione e quota servizi del Fondo Reddito di Cittadinanza). Gli interventi sono realizzabili con maggiore velocità se sulla distribuzione di pasti e beni di prima necessità, così come sul sostegno nei percorsi didattici a distanza, si rifinanziano le organizzazioni del terzo settore che fanno lavoro di prossimità.
Si possono, inoltre, utilizzare le risorse del FAS 2014-2020 (Patto per la Puglia) per finanziare una operazione di ribaltamento del ReD pugliese [Revolving ReD] in modo da farlo ricadere immediatamente sul territorio, eliminando i requisiti di accesso ordinari e riducendo i passaggi amministrativi, per non gravare troppo sui Comuni e attivarlo immediatamente, liberando risorse economiche (almeno 700-800 euro/mese per 6 mesi) e sostenere i bisogni primari.

Sul piano economico è necessario sostenere gli investimenti delle imprese manifatturiere regionali nella riconversione della propria produzione COVID19-oriented, con riferimento alla produzione di DPI, allo sviluppo di nuovi brevetti e alla produzione di tecnologie sanitarie (saturimetri, respiratori, strumentazioni e kit per test, …), con commesse immediate.
Con le risorse del FAS 2014-2020 (Patto per la Puglia) si possono finanziare in modo più esteso la CIG ordinaria e la CIG in deroga, perché 9 settimane da marzo al 31 agosto 2020 non saranno sufficienti, né per la fase emergenziale né per sostenere le imprese nelle fasi di riduzione di attività che seguiranno a questa emergenza.