Lunedì, 16 Settembre 2019 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Il ministro Mauro: 'I marò possono attendere da casa gli esiti processuali'

Visita in Puglia del ministro della Difesa che contesta le procedure indiane

Pubblicato in Politica il 30/01/2014 da Gian Vito Cafaro

Un altro rinvio, ma questa volta si tratta di una procedura interlocutoria per il processo in India dei due fucilieri della marina, i pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati durante un servizio di perlustrazione a bordo di una nave commerciale italiana in acque straniere.

Oggi si è appreso che bisognerà attendere il 25 febbraio per sapere se il caso dei marò sia di competenza di un tribunale speciale o della Corte suprema indiana. Il rinvio è stato dettato dal fatto che il 3 febbraio è attesa una udienza per il ricorso italiano davanti alla Corte Suprema contro l’eventuale applicazione per il caso della legge per la repressione della pirateria. 

Il ministro della Difesa Mario Mauro intervenuto ad una manifestazione nella base di Amendola (Foggia) e ad un convegno del Partito popolare europeo a Bari ha precisato che "l'udienza che si teneva oggi non è  l'udienza della Corte suprema ma l'udienza di quella corte che deve prendere in considerazione la richiesta fatta dal Nia (la polizia investigativa indiana, ndr) circa l'affidamento a quel tribunale della custodia dei nostri fucilieri di marina oggi in carico alla Corte suprema".    

Rinvii a parte, resta sempre teso il clima tra Italia e India. Lo prova il fatto che il governo italiano continua a contestare l'obbligo imposto dalla giustizia indiana ai nostri soldati di restare a New Dehli in attesa di sviluppi processuali, mentre sembra scongiurato il ricorso della giustizia indiana alla pena di morte. "La sostanza dei fatti - ha commentato il ministro Mauro - è che dopo due anni non ci sono ancora le accuse, dopo due anni noi insistiamo nel dire che i nostri fucilieri sono innocenti e che qualcun altro deve provare il contrario". "Dopo due anni - ha detto ancora il ministro della Difesa - pensiamo ancor di più che i fucilieri debbano rientrare a casa e nel rientrare a casa, debbono a casa poter seguire gli sviluppi  di quest'indagine se è quando  questa indagine produrrà risultati. Questa è la posizione del governo italiano ed è una posizione molto ferma e netta anche con la consapevolezza di avere alle spalle un parlamento che ha sostenuto questa missione parlamentare di indubbia importanza per la nazione stessa". 



loading...