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Buone pratiche Urbact, Emiliano: 'Dall'Europa abbiamo imparato la cultura della programmazione: siamo un modello in Italia'

Il governatore pugliese: 'Questa è una Regione ha avuto risultati straordinari nel periodo di peggiore performance dell'Italia'

Pubblicato in Politica il 28/09/2018 da Redazione

“Senza questi stimoli, senza questa educazione alla programmazione della spesa secondo precisi indirizzi politici che abbiamo ricevuto dall’Europa è difficile spiegare alle giovani generazioni a che cosa è servita l'Unione europea. Noi sappiamo che i soldi sono i nostri, sono italiani, ma l’Unione europea ci ha obbligato a spenderli con una cultura della programmazione e della visione strategica che prima non avevamo. La Puglia, che era in uno stato di forte scarsità, ha capito che questa era l'unica salvezza possibile e ci siamo buttati subito dentro questo processo, senza distinzione di schieramento politico e senza distinzioni di ruolo. La squadra pugliese in questo momento sta andando così bene che sinceramente avrei paura di cambiarla, siamo tra le regioni migliori di Europa e primi in Italia per la gestione dei fondi UE”. 

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo oggi a Bari alla seconda edizione del Festival delle Buone Pratiche URBACT, organizzato da Anci, su “Italia 2030, le città che disegnano il futuro dell’Europa”.  Un confronto e una riflessione sui principali temi urbani e sulle soluzioni proposte dalle città per migliorare la qualità della vita delle persone alla presenza del sindaco di Bari e presidente Anci Antonio Decaro e della Commissaria europea alla Politica urbana e regionale Corina Cretu.

“Questa è una Regione - ha detto Emiliano - che ha avuto risultati straordinari nel periodo di peggiore performance dell'Italia. Ricordo che il rating della Regione Puglia sarebbe migliore persino di quello dell’Italia se non ci fosse una regola di tutti gli istituti che impedisce ad una parte di avere un rating migliore dell'intero. Eppure, per cofinanziare gli investimenti europei dobbiamo prendere i soldi in prestito attraverso mutui, pur avendo in cassa un miliardo e 600 milioni: questo è assurdo ed è una di quelle cose che sicuramente cambierei. I fondi europei avrebbero bisogno peraltro di essere realmente addizionali e non, come noi sospettiamo, fondi sostitutivi per le regioni del Mezzogiorno”. 
“In Puglia - ha concluso - abbiamo avviato già da due anni il reddito di dignità che vedrete sarà identico a quello che farà il Governo, sarà cioè una politica attiva del lavoro, non può essere solo una distribuzione di danaro perché non avrebbero i soldi per farlo. Ci siamo riusciti  in Puglia anche con le risorse del Fondo sociale europeo, ed è stata un'innovazione incredibile, che il Governo precedente ha copiato totalmente prima con il SIA e poi con il REI. Adesso vedremo come evolverà”.



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