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Ex Ilva, Emiliano: 'Il governo non impugni la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo'

Il governatore pugliese: 'Chiediamo che si quantifichi con legge dello Stato il risarcimento per il "danno ecologico" a tutta la comunità tarantina'

Pubblicato in Politica il 27/01/2019 da Redazione

 "Da un primo approfondimento sulla sentenza CEDU sul caso Ilva, emerge la grave assenza di misure preventive e controlli da parte della pubblica autorità nel periodo di tempo indagato dalla Corte, che ha condotto alla violazione dei diritti alla vita ed alla salute dei cittadini di Taranto”. Così il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano.

“Il Governo – continua il presidente della Regione - in carica abbia il coraggio di una scelta politica forte e definitiva: non impugni innanzi alla Grande Chambre della CEDU la sentenza ed elimini per legge la follia giuridica dell'immunità penale. La Corte non ha però stabilito un risarcimento per i danni morali di ciascun cittadino ricorrente. Chiediamo che si quantifichi con legge dello Stato il risarcimento per il "danno ecologico" a tutta la comunità tarantina, 200mila italiani che hanno visto violati i propri diritti, per un ulteriore miliardo di euro aggiuntivi rispetto alle misure già previste. Solo così si segnerebbe un cambio di passo rispetto al passato, ai soprusi subiti dai cittadini di Taranto, alle tesi negazioniste lette addirittura negli atti difensivi del Governo.
La Regione Puglia continuerà la sua battaglia politica e culturale per la decarbonizzazione e profonderà ogni sforzo perché si giunga immediatamente ad una valutazione del danno sanitario preventiva".


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