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Marò: una delegazione del parlamento italiano in India

I due fucilieri: "Siamo soldati, soldati italiani, dobbiamo soffrire con dignità"

Pubblicato in Politica il 27/01/2014 da Redazione

Si trova a New Delhi (India) la delegazione del Parlamento italiano che oggi incontrerà i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati per l'uccisione di due pescatori. L’incontro è in programma tra poche ore. Primi obiettivi: esprimere solidarietà ai fucilieri di Marina e mostrare alle autorità indiane che sulla vicenda l’Italia ha una posizione unitaria. I parlamentari sono guidati dai presidenti delle commissioni Esteri di Camera e Senato e sono accompagnati da un gruppo di giornalisti.  Dopo essere stati ricevuti all'aeroporto dal personale dell'ambasciata d'Italia, i rappresentanti di tutte le forze parlamentari si sono recati in un albergo nel sud della capitale indiana. La delegazione incontrerà Latorre e Girone nel complesso della sede diplomatica italiana, dove risiedono da circa un anno. Il programma prevede anche incontri con alcuni ambasciatori europei.   

"Siamo soldati, soldati italiani, dobbiamo soffrire con dignità": lo ha detto il marò Massimiliano Latorre nel suo incontro a New Delhi con la delegazione di parlamentari italiani. "Ci auguriamo di tornare con onore. Molti indiano ci apprezzano e molti pregano per noi", ha detto Salvatore Girone. Noi, hanno aggiunto i due fucilieri "Ci aspettavamo da tanto la vostra iniziativa unitaria. Non immaginate quanto sia importante per noi questa missione, proprio per il suo carattere unitario".

In queste ore i media indiani parlano dei problemi che la vicenda sta causando al governo di New Delhi. Secondo l'Hindustan Times, l'esecutivo "si è cacciato in groviglio" e ha difficoltà a trovare una soluzione allo stallo del processo entro il 3 febbraio, come stabilito dalla Corte suprema. Il nodo risiederebbe nella decisione iniziale di affidare il caso alla Nia, un'agenzia antiterrorismo che, come prevede il suo statuto, può invocare soltanto leggi antiterrorismo come il "Sua Act" per gli atti di pirateria in acque internazionali, che prevede la pena di morte in caso di omicidio.

Tra una settimana esatta dunque, dovrebbero essere formulati i capi di accusa nei confronti dei due fucilieri pugliesi. Giorni fa c’erano state tensioni perché dall’India si era parlato persino della possibile applicazione di una legge che prevede la pena di morte, un’eventualità che il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha comunque escluso. Il caso che interessa i due marò si protrae dal 15 febbraio 2012.



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