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Casa, la giunta regionale "benedice" le Arca

Spariscono i cinque Iacp e i relativi consigli d'amministrazione

Pubblicato in Politica il 26/12/2013 da Redazione

 

Con due disegni di legge, la giunta regionale ha posto le premesse per arrivare ad una gestione ordinaria e costruire una nuova disciplina per l’assegnazione delle case popolari. I due provvedimenti sono stati firmati dall’assessora Angela Barbanente, dopo un lungo confronto con il partenariato. Ecco le novità. Spariscono i 5 Iacp e i loro rispettivi consigli di amministrazione. Saranno sostituiti da altrettante Agenzie regionali per la casa e l’abitare (Arca), enti di diritto pubblico non economici, che si sovrapporranno geograficamente agli attuali Iacp: Capitanata, Puglia centrale, Nord Salento, Sud Salento e Jonica. Avranno il compito di gestire il patrimonio immobiliare, progettare e realizzare nuovi interventi edilizi. Potranno partecipare, eventualmente, a fondi immobiliari (anche mediante il conferimento di beni mobili e immobili). La guida di ciascuna Arca è affidata ad un amministratore unico, nominato dopo delibera della giunta regionale per cinque anni (rinnovabili una volta).

Le cinque Arca costituiranno un Centro regionale di servizio (Cresa): per coordinare, uniformare e centralizzare le procedure comuni (dalla riscossione dei canoni alla gestione dell’anagrafe dell’utenza). Il disegno di legge prevede la costituzione di apposite agenzie per l’affitto (di dimensione intercomunale): serviranno a facilitare l’incontro tra domanda e offerta per la locazione di abitazioni private. La Regione approva «Piani casa» pluriennali e analogo provvedimento adottano i Comuni. Per assicurare la partecipazione degli utenti, nasce la «Commissione inquilinato» (composto da 4 sindaci, rappresentanti di ciascuna agenzia, del sindacato inquilini e dei sindacati confederali). Una «gestione stralcio» provvederà al passaggio tra i vecchi Iacp e nuova gestione. Il secondo ddl disciplina nel dettaglio i criteri con cui i Comuni devono procedere all’assegnazione degli alloggi pubblici (nella composizione dei nuclei familiari è riconosciuta anche la convivenza more uxorio, come già prevedeva la legge regionale dell’84). La normativa distingue (dopo le leggi Bassanini) tra potestà politiche e competenze amministrative nei Comuni. Fissa i punteggi (reddito e composizione familiare) con i quali compilare le graduatorie. Le norme disciplinano i casi di subentro e anche di occupazione illegittima. Tra gli altri provvedimenti della giunta anche il piano per la Trasparenza (dopo le norme del governo Monti): si fissano le modalità con cui, sul sito web, si devono rendere pubbliche, diffuse e realmente fruibili le attività della Regione.



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