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Puglia, polemiche dopo le dichiarazioni di Patrizia Del Giudice. La consigliera De Simone: 'Incontro pubblico su omotransfobia'

La presidente della commissione regionale pari opportunità ha definitivo "intempestivo" il provvedimento approvato dalle commissioni

Pubblicato in Politica il 26/09/2018 da Redazione

“Provvedimento intempestivo”. Sono queste le parole utilizzate da Patrizia Del Giudice, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, per definire il provvedimento contro l’omotransfobia approvato dalle commissioni consiliari competenti. La presidente ha spiegato in una nota che erano stati chiesti “i dati percentuali afferenti alle violenze e alle discriminazioni a carico delle persone omosessuali” perché “non sarebbe giusto far passare i pugliesi per omofobi”, e soprattutto perché “appaiono molto più numerosi i casi di discriminazione e violenze a danno delle donne”. Inoltre, secondo Del Giudice, l’art.2 del decreto legge “favorisce le persone LGBTI con percorsi formativi e di inserimento al lavoro”.

Sulla questione si è espressa Titti De Simone, consigliera del presidente Emiliano per l’attuazione del programma di governo regionale, che ha appoggiato una richiesta precisa dell'associazione Mixed: “Invito la presidente della commissione pari opportunità ad un confronto pubblico sulla omotransfobia, che lei dice non esistere in Puglia. Bisogna discutere apertamente e pubblicamente, perché è troppo facile scrivere comunicati stampa senza confrontarsi con la realtà delle cose. Ho deciso di non tacere perché nella mia vita di impegno politico e istituzionale ho incontrato troppe persone ferite, derise, discriminate, offese, picchiate, bullizzate, perché omosessuali o transessuali. Abbiamo il dovere di lavorare culturalmente contro i pregiudizi! Con la vita delle persone non si scherza”.

Mixed ha inoltre aggiunto in una nota:  “Se la Commissione – si legge in una nota - che istituzionalmente dovrebbe promuovere la condizione delle persone LGBTI, disconosce la necessità di un intervento normativo come quello regionale, delegittima se stessa e la propria funzione. La Commissione dev'essere ben consapevole del danno che produce promuovendo l'idea dell'esistenza di una gerarchia tra le diverse condizioni personali che espongono a discriminazioni. Inoltre la condizione LGBTI può essere trasversale a tutte le altre: così una donna può essere oggetto di violenza perché lesbica, o uno di quei nostri ragazzi che espatriano potrebbe sommare alle altre difficoltà le minori chances che gli derivano dall'essere omosessuale. Proprio ieri a Bari accadeva l'omicidio di una donna transessuale”. 



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