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La Regione Puglia chiama a raccolta i "Neet"

Bollenti spiriti si apre anche a chi non studia e non lavora

Pubblicato in Politica il 25/01/2014 da Redazione

300.000 pugliesi da oggi hanno una classificazione: Neet, "Not in Education, Employment, or Training". Giovani che non lavorano e non studiano a cui la Regione Puglia vuole dare una possibilità con la prossima fase di Bollenti spiriti, il programma regionale per le politiche giovanili. 

Insieme all'Arti, l'Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione, saranno realizzati percorsi formativi intensivi per animatori di giovani, ispirandosi al modello anglosassone dello "youth work". L'assessore regionale alla cittadinanza attiva, Guglielmo Minervini, ha presentato l'iniziativa: "In Puglia dunque, pur mancando studi esatti, su un milione di giovani, sarebbero oltre trecentomila gli scomparsi da ogni ricognizione. Si tratta di un’intera generazione che avrebbe buttato la spugna, con evidenti risvolti sociali. A loro ci rivolgeremo con la nuova edizione di Bollenti Spiriti. Fonderemo subito una scuola di formazione - ha spiegato - per questi animatori, i primi cinquanta, con una sede che immaginiamo a Taranto. Essi dovranno essere i primi enzimi per sperimentare una nuova via pugliese alle politiche giovanili.  Per ottenere qualche risultato come nella fase uno, si dovrà cambiare approccio, facendo arrivare loro un messaggio con datevi da fare, vi sfidiamo".

Bollenti Spiriti è ormai una realtà sociale ed economica consolidata. I laboratori urbani aperti sono 120 e attorno a questi si sono sviluppate dinamiche di aggregazione sociale importante. Si tratta di un pezzo di welfare che ha consentito a decine di migliaia di giovani di usufruire di una opportunità di crescita.