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Chi vuol esser burattino?

Giuseppe Conte non è mai stato al centro della scena politica italiana. Per quanto tempo ancora sarà burattino? Chiede l’europeista Verhofstadt

Pubblicato in Politica il 23/02/2019 da Teresa Salerno
Guy Verhofstadt

L’europeista che ama l’Italia

In una recente riunione del parlamento Europeo, l’europeista Guy Verhofstadt ha dimostrato un’accesa passione per il nostro Paese e per i temi europei affermando “Sono un grande amante dell'Italia e mi fa male al cuore vedere che un membro fondatore dell'Ue ha un governo euroscettico e antieuropeo”. Nonostante queste parole, V non nasconde le sue preoccupazioni pronunciando un discorso in italiano nel quale ribadisce “Ho paura della recessione dell'economia italiana perché il vostro governo mette in pratica solo la tattica per farvi rieleggere con regali e debiti. Questa è la verità”.

Se l’amore per il nostro Paese e per l’Europa sono evidenti, lo dovrebbe essere anche il fatto che il suo discorso ha davvero a cuore il futuro dell’Italia e il suo contributo all’Unione Europea. Nonostante questo, il video di quella riunione è diventato virale per una specifica domanda che Verhofstadt pone al premier Conte verso la fine del suo discorso. Anche in Italia, molti si sono accorti di questo e sono sempre più gli italiani che cominciano a chiedersi la stessa domanda. 

“Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Matteo Salvini e Luigi Di Maio?”

Per amor d’Europa e per il bene di tutti

Al di là che si possa essere d’accordo con le affermazioni di Verhofstadt o meno, è innegabile notare che il premier Conte è decisamente eclissato da Di Maio e Salvini che sembrano dettare l’agenda politica del nostro Paese. 

Questo non sarebbe un problema troppo grave se le politiche adottate contribuissero al benessere del Paese e alla crescita economica in un clima di apertura all’Europa. Tuttavia, nello scenario attuale, dall’insediamento del Governo ad oggi si nota un clima di rinnovata instabilità economica, un tendenziale aumento dello spread e una possibile recessione alle porte. Gran parte delle azioni significative porteranno o hanno già portato ad un incremento della spesa pubblica a fronte di benefici di breve termine. Come molti sapranno, le entrate non possono essere minori delle uscite per un tempo indeterminato e senza garanzie. 

Tutto questo non passa inosservato ai mercati finanziari che si stanno preparando per una tempesta perfetta. Come è possibile notare, l’incremento dello spread rende più costoso il mantenimento del debito pubblico e ciò nel lungo termine incrementa la pressione fiscale che va a colpire tutti i cittadini. Le dinamiche monetarie e fiscali possono anche influenzare il prezzo azionario delle aziende quotate in borsa. Le piattaforme di trading come Trade.com cercano di educare il consumatore per rischi specifici relativi all’industria in cui un’azienda opera. Nonostante questo, esistono dei rischi che sono difficilmente calcolabili e Trade.com o altre piattaforme restano esposte alla volatilità della valuta nazionale o all’esposizione di alcune aziende a mercati instabili, come potrebbe divenire l’Italia nel prossimo futuro. Alcuni trader su Trade.com e su altre piattaforme potrebbero essere interessati alla volatilità dei titoli azionari o dei bond nazionali ma per le persone comuni, si profila uno scenario decisamente meno roseo.

Premier o burattino?

Nonostante la domanda possa sollevare molte polemiche, lo scope di Verhofstadt sembra essere chiaro. Crediamo davvero che concedendo regali e accumulando debiti miglioreremo l’Italia? Crediamo davvero che l’Europa sia la fonte di tutti i mali? 




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