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Regionali: soldi ai rappresentanti di lista per reclutare voti, Digos e Procura aprono inchiesta

Nella bufera la candidato Pd Anita Maurodinoia. Per reclutare i rappresentanti era stato creato anche un gruppo Facebook

Pubblicato in Politica il 22/05/2015 da Redazione
Dopo la Digos, anche la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta su un presunto tariffario per ricompensare i rappresentanti di lista in base ai voti portati al candidato. Nell’ambito delle indagini è stato acquisito un servizio del TgNorba che denunciava questa situazione. Nelle immagini il giornalista parla con un membro del comitato elettorale di Anita Maurodinoia, candidata alle prossime elezioni regionali con Michele Emiliano. L’uomo dichiara che i rappresentanti di lista vengono reclutati non solo col compito di controllare la regolarità dello spoglio, ma anche per portare voti. Il ‘listino prezzi’ varierebbe dai trenta ai cinquanta euro. Gli inquirenti hanno acquisito l’artico di ‘Repubblica’ sugli ‘impresentabili, dove veniva raccontato l’exploit della Maurodinoia grazie all’impegno del marito e “a un esercito di rappresentanti di lista”. Gli agenti trasmetteranno l’esito delle indagini alla Procura. 
Ma i ‘reclutamenti’ dei rappresentanti di lista avvengono soprattutto su Facebook, dove è stato creato un gruppo per spargere la voce riguardo l’offerta di lavoro ben retribuita. Centinaia di ragazzi sono stati invitati nel gruppo, perlopiù giovani. Chi ha provato ad informarsi per telefono, ha ricevuto le seguenti spiegazioni: tutto quello che bisogna fare è segnare i voti che la candidata Maurodinoia riesce a totalizzare nello stesso seggio. La ragazza che fornisce le informazioni non sembra disposta a parlare del compenso per telefono. Per cominciare a lavorare basta portare la fotocopia della tessera elettorale, carta d’identità e tessera sanitaria. Addirittura la ragazza, durante una registrazione diffusa da ‘Repubblica’, chiede di spargere la voce a chiunque fosse interessato a lavorare per loro. Sembra evidente che dietro una retribuzione che varia dai 30 ai 50 euro ci sia la richiesta del voto, anche se in maniera non esplicita. Già in passato il ruolo del rappresentante di lista è sempre finito nel’occhio del ciclone, poiché molti ragazzi hanno dichiarato di aver votato il candidato che li aveva ingaggiati per riconoscenza.