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Assegno di fine mandato, Emiliano: 'Amareggiato, norma che va abrogata'

Il governatore pugliese torna sull'approvazione della delibera in consiglio regionale: 'Bisognava affrontare a viso aperto la questione, facendo anche un passaggio nella Conferenza delle Regioni'

Pubblicato in Politica il 20/08/2021 da Redazione

"Hanno fatto questa delibera nella quale si sono attribuiti l’indennità di fine mandato senza neanche avvisare il Presidente, cosa che devo dire, mi ha molto amareggiato. Ma adesso vedo che ci stanno ripensando e la cosa mi fa immenso piacere perché evidentemente sono ancora rimasti collegati con l’opinione pubblica”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, rispondendo ad alcune domande dei giornalisti sulla questione legata al Trattamento di fine mandato”.


“Io quel giorno - ricorda Emiliano durante la festa del movimento “CON” a Manfredonia - non ero fisicamente in aula perché, dopo aver passato più di tre ore sotto il sole per inaugurare nella provincia Bat le sedi di Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza con il ministro dell’Interno, non mi sono sentito bene. E ricordo che non mi è stato concesso di partecipare ai lavori consiliari da remoto come pure avevo chiesto di fare. Organizzandosi all’ultimo secondo, in quella seduta hanno infilato in una legge che non aveva nulla a che fare con l’argomento, questo emendamento. È stato un errore. Ho personalmente constatato che i segretari dei partiti politici del Pd, Lega Nord e Forza Italia e i responsabili politici delle liste civiche non ne sapevano nulla. Come, d’altra parte, molti consiglieri regionali erano stati coinvolti all’ultimo minuto senza una approfondita discussione politica. Molti di questi si stanno attivando in modo positivo per rimeditare questa scelta e anche questo mi fa piacere. La questione poteva anche avere una sua logica, perché in altre Regioni questo trattamento esiste, ma la si doveva affrontare a viso aperto, con i pugliesi, con i partiti, facendo anche un passaggio nella Conferenza delle Regioni e nella organizzazione che riunisce i Consigli regionali. Non posso che incoraggiare tutti i partiti di maggioranza e opposizione e i consiglieri che intendono abrogare immediatamente la norma, per lasciare la possibilità a livello nazionale di prendere una decisione, in un senso o nell’altro, che individui il medesimo trattamento per i consiglieri di tutte le regioni italiane. Nel frattempo, mi pare che la proposta di immediata abrogazione sia la più giusta".



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