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Marò, Corte Suprema Indiana promette "una soluzione entro due settimane"

La Regione Puglia ha invitato il governo italiano a disertare la Festa dell'India

Pubblicato in Politica il 19/01/2014 da Redazione

Onofrio Introna, il presidente del Consiglio Regionale della Puglia lancia una provocazione: disertare le celebrazioni della Festa nazionale dell’India il 26 gennaio, in segno di protesta per la vicenda dei marò pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone trattenuti a New Delhi. L'invito è principalmente diretto al premier Enrico Letta, e poi esteso a tutte le autorità ed amministrazioni italiane, ad ogni livello.

«Mi spiace per il popolo indiano, amico del nostro Paese - dichiara Introna - ma proprio attraverso queste assenze simboliche, nella ricorrenza del 65esimo Republic Day federale, si deve levare chiara e netta dal nostro Paese l'indignazione dei cittadini che da due anni attendono di conoscere fatti e circostanze che riguardano i due connazionali».

Introna ha annunciato che chiederà alla conferenza dei capigruppo pugliesi di aprire la seduta del Consiglio Regionale, mercoledì 22 gennaio, con una riflessione sulla vicenda che si protrae dal 15 febbraio 2012.

È pronta, infatti, la bozza di un ordine del giorno, d’iniziativa dell’Ufficio consigliare di presidenza, con il quale, esprimendo solidarietà ai famigliari dei due marò, si inviterà il governo nazionale ad attivarsi su ogni tavolo internazionale e canale diplomatico, per far sì che le autorità indiane facciano chiarezza sul caso e perchè ai due marò "venga restituita quanto prima la dignità umana e la libertà personale». Introna fa riferimento anche alle recenti dichiarazioni del ministro della Difesa, Mario Mauro, sottolineando che «il problema non è solo riportarli a casa, ma riportarli a casa con onore".

Il Consiglio Regionale pugliese chiederà al governo italiano di far pervenire una nota ufficiale al primo ministro Manmohan Sing, motivando la mancata partecipazione alle celebrazioni della Giornata nazionale indiana con la volontà di manifestare l'indignazione e la sofferenza degli italiani.