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Emergenza abitativa Foggia, protesta davanti al consiglio regionale. Emiliano: 'Il comune non rispetta i cronoprogrammi'

Continua il botta e risposta tra il governatore e il primo cittadino Landella: 'Sono 20 anni che non si realizzano case popolari

Pubblicato in Politica il 18/06/2019 da Redazione

 "Emiliano dica quanti soldi vuole mettere sulla emergenza abitativa di Foggia perché sono 20 anni che non si realizzano case popolari, 20 anni che la gente aspetta nei container". Lo ha detto il sindaco di Foggia, Franco Landella, parlando con i giornalisti in occasione della manifestazione di protesta, tenutasi oggi davanti alla sede del Consiglio regionale con oltre un centinaio di partecipanti.
"Dopo tanti anni la città di Foggia si sente presa in giro. Questo è inaccettabile e mi auguro - ha sottolineato Landella - che il magistrato Emiliano, nonché presidente della Regione dia risposte. Abbiamo fatto conferenze di servizio dove c'era anche l'Ance, che ha preso parte alle varie conferenze dove ci avevano garantito la realizzazione dell'housing sociale. In ultimo anche l'assessore regionale alla Pianificazione territoriale, Alfonso Pisicchio, ci ha preso in giro". Al termine della manifestazione Landella ha incontrato il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo.

“Il problema delle case containers a Foggia sarebbe già stato risolto se il comune di Foggia avesse rispettato i cronoprogrammi delle attività relative agli accordi sull’housing sociale che lo stesso Comune di Foggia aveva già stipulato nel 2010 con i privati – ha replicato Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia -. E invece pretende di stipularne degli altri non avendo adempiuto a quelli già sottoscritti. Nel 2010 infatti il Comune di Foggia aveva già sottoscritto convenzioni urbanistiche con vari proponenti privati per la riqualificazione urbana di quartieri ove insistono le baracche.  Ma il Comune di Foggia non ha mai completato con i suoi partner privati le urbanizzazioni primarie e secondarie e gli alloggi che i privati avrebbero dovuto realizzare e cedere al Comune per dare soluzione ai residenti nelle baracche. Il Comune di Foggia in questo modo non solo ha abdicato integralmente dal ruolo di controllo e di verifica del rispetto degli accordi pubblico/privati, ma non perde occasione per proporre nei tavoli di discussione regionale ipotesi di rimodulazione degli accordi del 2010 che mirano di fatto a sgravare i privati dagli obblighi di costruire gli alloggi, trasferendo alla Regione per il tramite dell'Arca Capitanata gli oneri realizzativi e prevedendo per i privati adempimenti alternativi.

 

Una vicenda che oggi si è completata con la sceneggiata della manifestazione per l’emergenza casa che lo stesso sindaco con la sua inerzia ha provocato. In questo contesto il Comune di Foggia continua a ricattare la Regione Puglia utilizzando il disagio dei cittadini per stipulare altri accordi sull'housing sociale con i privati in deroga al Piano Regolatore senza avere sbloccato le sue inadempienze che hanno paralizzato gli accordi in essere”.

 
“Il sindaco Landella - conclude Emiliano - oggi viene a chiedere degli accordi di programma con privati in deroga al piano regolatore, quando gli accordi di programma stipulati nel 2010 lui non li ha neanche completati. Con la scusa dell’emergenza abitativa, vuole costruire in deroga altre case, quando a Foggia ci sono migliaia di vani vuoti già costruiti in passato, distruggendo  l’urbanistica della città.

Landella è un sindaco che ha omesso tutto ciò che si poteva omettere in materia: invece di venire coi pullman in Consiglio mentre si discute di altro cercando di dare la colpa a chi colpa non ha, iniziasse ad adempiere ai suoi compiti previsti dalla legge e la Regione Puglia sarà pronta come sempre a fare la sua parte. Ma è urgente e indispensabile una programmazione dal parte del Comune che negli ultimi cinque anni non è stata fatta”.



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