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Lingua dei segni per i non udenti: avviato l'iter della legge regionale

5 articoli impegnano la Regione a garantire il rispetto delle persone nate o diventate sorde

Pubblicato in Politica Sviluppo il 16/12/2014 da Redazione
Favorire l’integrazione sociale delle persone non udenti e garantirne l’uguaglianza, riconoscendo la Lingua Italiana dei segni (LIS) e valorizzando l’associazionismo. Sono gli obiettivi della proposta di legge fatta propria dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Puglia, su iniziativa del presidente Onofrio Introna. L’iniziativa legislativa è stata trasmessa alla commissione consiliare competente, per avviare il percorso che la porterà in Aula per l’approvazione definitiva come legge regionale pugliese
Cinque gli articoli, che impegnano la Regione a garantire il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà delle persone nate o diventate sorde.
La lingua dei segni è particolarmente efficace per lo sviluppo cognitivo dei bambini nati sordi e facilita il pieno inserimento nella scuola e, a seguire, sul lavoro e nei rapporti interpersonali. Aiuta inoltre gli interessati a rapportarsi autonomamente con la pubblica amministrazione. La LIS è una forma di comunicazione visiva e gestuale molto agevole per i cittadini non udenti, che in Italia sono cinque milioni, 60 mila dei quali sordi perlinguali, per i quali apprendere la lingua parlata richiede invece anni di logopedia.
La proposta di legge, fa sapere il presidente Introna, punta anche a valorizzare il ruolo degli organismi associativi, che assicurano rappresentanza e tutela economiche e morali delle persone che soffrono un disagio uditivo. È prevista l’adozione di un regolamento della Giunta regionale, per definire l’ambito d’attuazione della legge.