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Ilva e Tap, Emiliano attacca il governo: 'Ritirata indegna del Movimento 5 Stelle'

Il governatore pugliese: 'Decarbonizzazione Ilva e spostamento dell’approdo Tap sono le uniche soluzioni realistiche che tutelano la salute dei cittadini e l’ambiente'

Pubblicato in Politica il 16/10/2018 da Redazione

“Aspetto di sentire l’ultima parola, tutti sanno che ho guardato con grande attenzione a questo nuovo Governo soprattutto perché su due grandi vertenze, Ilva di Taranto e Tap, aveva posizioni diverse dal Governo precedente di centrosinistra col quale ero entrato in scontro frontale. Il Movimento 5 Stelle mi accusava allora di proporre delle soluzioni mediane sulla decarbonizzazione dell'ILVA e sullo spostamento 30 km più a Nord dell’approdo del gasdotto (in una zona già infrastrutturata, tutelando la spiaggia di San Foca, con un risparmio di soldi per gli italiani evitando la realizzazione del collegamento via terra da San Foca a Mesagne). Mi dicevano “tu fingi di essere il poliziotto buono”, insomma mi accusavano di cercare una mediazione solo per attutire la posizione insostenibile del Governo del centrosinistra precedente”.

Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento alle decisioni del governo sulle vicende gasdotto Tap e Ilva di Taranto.

“Adesso il Movimento 5 Stelle è al Governo e su Ilva la loro ritirata è stata assolutamente indegna nei confronti del loro elettorato, che spero rifletta. E mi auguro che la vergogna di questa ritirata consenta al Governo almeno di aprire il tavolo della decarbonizzazione dell'Ilva, che era la mia posizione cosiddetta “da poliziotto buono”. Invece quella per me è stata una battaglia così dura che mi sono fatto insultare dal governo del Partito Democratico per la decarbonizzazione dell'Ilva. Adesso attendo di conoscere da questo Governo se vogliono cominciare, visto che hanno deciso di tenere aperta l'Ilva, almeno a ragionare sulla decarbonizzazione.  Allo stesso modo sul TAP, nonostante i comizi di Di Battista e della Lezzi nei quali dicevano che se avessero vinto le elezioni in 15 giorni avrebbero cancellato l'opera, mentre sapevano già da allora - perché le carte erano uguali allora come oggi - che questa era una balla da campagna elettorale, quella balla l'hanno detta. Visto che oggi la situazione è in questi termini che almeno si impegnino con la Regione Puglia a spostare il gasdotto di 30 chilometri più a nord, perché se poi anche sul TAP si fa come sull'Ilva, cioè  si fa finta di niente, allora questa povera gente pugliese che è stata presa in giro dal Movimento 5 Stelle a che santo si deve votare, da chi deve andare a rivolgere una supplica perché siano rispettati almeno gli impegni della campagna elettorale che ha visto il Movimento 5 Stelle arrivare quasi al 50 per cento dei voti in Puglia per queste promesse? Questa cosa è drammatica non tanto dal punto di vista elettorale o politico, ma proprio dal punto di vista istituzionale, perché rischiano con questa tecnica di rompere la fiducia tra i cittadini e le istituzioni. È devastante quello che hanno fatto e mi auguro che pongano rimedio accogliendo i suggerimenti della Regione Puglia: decarbonizzazione Ilva e spostamento dell’approdo Tap, visto che non hanno il coraggio di fare quello che avevano promesso di fare. Perché queste sono le uniche soluzioni realistiche che tutelano la salute dei cittadini e l’ambiente”.

 



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