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Ilva, ultimatum UE: due mesi per mettersi in regola

Per l'Italia 'Violazioni della direttiva sulle emissioni industriali'

Pubblicato in Politica Ambiente il 16/10/2014 da Redazione
Ultimatum allo Stato italiano della Commissione europea a proposito dell’Ilva. Due mesi di tempo per mettersi in regola. Secondo Bruxelles l’Italia non ha provveduto a fare in modo che l’Ilva, il più grande impianto siderurgico d’Europa, funzionasse in conformità alla normativa Ue in tema di emissione industriali, “con conseguenze potenzialmente gravi per la salute umana - si legge in una nota ufficiale della Commissione - e per l’ambiente. Sebbene alcune carenze siano state risolte - si precisa da Bruxelles - si registrano ancora diverse violazioni della direttiva sulle emissioni industriali”. “La Commissione - si legge nella nota - concede all’Italia due mesi per rispondere”. Tra le carenze individuate dall’Ue ci sono “l’inosservanza delle condizioni stabilite nelle autorizzazioni, l’inadeguata gestione dei sottoprodotti e dei rifiuti e protezione e monitoraggio insufficienti del suolo e delle acque sotterranee”. Secondo la Commissione “la maggior parte dei problemi deriva dalla mancata riduzione degli elevati livelli di emissioni non controllate generate durante il processo di produzione dell’acciaio. L’Ilva - si prosegue - ha un’autorizzazione per svolgere la sua attività ma non ne rispetta le prescrizioni in numerosi settori. Le prove di laboratorio - sottolinea Bruxelles - evidenziano un forte inquinamento dell’aria, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere, sia sul sito dell’Ilva sa nelle zone adiacenti della città di Taranto”.