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Crac Divina Provvidenza, la Procura impugnerà la 'leggina Azzollini'

Il provvedimento, approvato ad hoc dalla commissione Bilancio del Senato, avrebbe congelato i 350 milioni di debiti dell'ente

Pubblicato in Politica il 16/06/2015 da Redazione
La Procura di Trani solleverà la questione di legittimità costituzionale riguardo la ‘leggina Azzollini’, provvedimento che ha permesso all’ente Casa di cura della Divina Provvidenza di accumulare un debito pari a 500 milioni di euro. La questione sarà sollevata nell’ambito del processo che vede imputata suo Marcella Cesa, accusata di non aver versato i contributi allo Stato.
L’ente avrebbe approfittato di un provvedimento che rinviava il pagamento degli oneri fiscali sfruttando la sua posizione in territorio foggiano, provincia che rientra tra quelle colpite dal terremoto del 2002. In questo caso la legge sarebbe stata approvata ad hoc dalla commissione Bilancio del Senato, presieduta proprio dal senatore Azzollini. In questo modo l’ente avrebbe congelato i pagamenti di circa 350 milioni di euro verso l’Inps e l’Agenzia delle Entrate.
Intanto continuano gli interrogatori di garanzia nei confronti degli imputati. Nel pomeriggio verranno sentite suor Marcella Cesa e suor Consolata Puzzello, per ora accusate di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Ieri il Movimento 5 Stelle si è riunito davanti alla sede del Don Uva a Bisceglie per chiedere l’arresto del senatore Azzollini. Presenti il portavoce e deputato Alessandro Di Battista e la consigliera regionale, piazzatasi dietro Emiliano nelle ultime elezioni, Antonella Laricchia.

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