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Puglia, legge elettorale: appello di Elena Gentile a Michele Emiliano

'Ti chiediamo di investire la tua autorevolezza per valorizzare la differenza di genere'

Pubblicato in Politica il 14/01/2015 da Redazione
Alla Regione Puglia si continua a discutere sulla nuova legge elettorale ma anche a tirare dritto riguardo alle possibili modifiche da introdurre per assicurare un maggiore riequilibrio di genere in Consiglio regionale.
Elena Gentile, europarlamentare del Pd, ex assessora al welfare alla Regione Puglia, torna sull'argomento scrivendo a Michele Emiliano, segretario regionale del PD e candidato per il centro sinistra alla Presidenza della Regione Puglia. Ecco il testo integrale:
Caro Michele Emiliano,
la discussione in corso sulla nuova legge elettorale della Puglia mi tocca da vicino, da molto vicino. Non posso dunque rimanere indifferente o peggio silente. Temo infatti che ancora una volta prevalga la tentazione di consolidare un privilegio del quale un genere ha sempre goduto limitando, se non proprio escludendo, le donne dalla vita democratica delle istituzioni. Ritengo che oramai l'opinione pubblica sia decisamente schierata con chi, tra noi, è sempre più convinto che la presenza delle donne è decisiva per assicurare scelte politiche che garantiscano maggiore benessere ai cittadini partendo dalle persone a maggior rischio di esclusione sociale, che restituiscano bellezza ai luoghi della vita, che promuovano giovani e donne capaci di interpretare con intelligenza e creatività il loro personale progetto di vita, che raccontino un'altra idea di sviluppo, di crescita e che contribuiscano ad immaginare un nuovo umanesimo della politica. Dunque, quel disegno di legge di iniziativa popolare si proponeva di rimarginare una ferita che ancora oggi rende monca la vita democratica delle istituzioni. Una bella pagina della politica pugliese! Peccato che la miopia di alcuni non abbia fatto cogliere il senso di una scelta. Questa battaglia, come sai bene, mi ha vista impegnata insieme a tantissime e tantissimi dirigenti e militanti del partito nel percorso di promozione di un disegno di legge di iniziativa popolare che prevedeva nel suo articolato due passaggi importanti che, se approvato, avrebbero consentito alla Puglia di dotarsi di una norma che sanciva innanzitutto il principio della democrazia paritaria e la possibilità di esprimere una seconda preferenza di genere differente. Una norma sche coronava anni di impegno politico ed istituzionale che ha consentito alla puglia di divenire un importante riferimento nazionale anche sul tema delle pari opportunità, della conciliazione, delle politiche attive per il lavoro e la formazione, della promozione dei talenti e dei saperi delle donne. Con il comitato promotore, rappresentativo della politica, dell'associazionismo, delle parti sociali (intelligentemente trasversale) abbiamo raccolto il consenso di circa 30.000 elettori ed elettrici in pochi giorni. In un tempo in cui la politica ed i partiti sono diventati estranei alla vita quotidiana delle persone siamo riuscite a creare entusiasmo, voglia di partecipazione. Insomma abbiamo risvegliato il protagonismo delle persone su un tema, quello della rappresentanza di genere nelle istituzioni che per davvero diventa oggi un punto qualificante della buona politica. In moltissimi non sopportano più la scelta di non considerare il capitale di intelligenza, di passione, di creatività delle donne come decisivo per restituire dignità alla politica ed alle istituzioni. In moltissime e moltissimi ti chiediamo oggi, alla vigilia della discussione in aula che approverà la nuova legge elettorale di investire la tua autorevolezza perche' la Puglia possa continuare a raccontarsi come una regione moderna, capace di valorizzare la differenza di genere consentendo appunto alle donne di essere protagoniste della vita istituzionale della nostra regione.
Buon lavoro!!!"

Già 3 anni fa ben 30mila pugliesi presentarono al Consiglio regionale una Legge d’iniziativa popolare che avrebbe introdotto la doppia preferenza, nel rispetto dell’art. 117 della Costituzione italiana che recita “Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive”.
Ma, nonostante quella proposta di Legge avesse raccolto il doppio delle firme richieste, fu clamorosamente bocciata con voto segreto dal Consiglio Regionale.

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