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Seminati a Brindisi 27 ettari di canapa, Vendola: 'Una pianta straordinaria'

La Puglia prima regione filiera per la coltivazione della canapa in Italia

Pubblicato in Politica Ambiente il 13/05/2014 da Redazione
A pochi giorni dalla presentazione dell’impianto di trasformazione ecosostenibile della canapa finanziato dalla Regione Puglia nell'ambito del progetto “CanaPuglia - Una pianta, mille risorse", vincitore del bando Principi Attivi nel 2010, oggi il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha partecipato alla semina di canapa in 27 ettari di terreno nei pressi della Centrale Enel a carbone di Brindisi. Si tratta di terreni che rischiavano di essere abbandonati. I semi saranno forniti da Assocanapa. Insieme al Governatore Vendola c'era anche l'assessore alle risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni. Inisieme hanno anche partecipato al focus di approfondimento su riparazione ambientale, agricoltura, bio-edilizia, consumo alimentare, tessile o farmaceutico. All'appuntamento, che si è tenuto nella Masseria Villanova, hanno preso parte: Andrea Carletti, Presidente AssoCanapa Puglia; Oliver Zaccanti, tecnico specializzato ANAB e consulente Assocanapa; Massimiliano Dell’Anna, Presidente Formedil Puglia; Rachele Invernizzi, Assocanapa/ South Hemp Tecno – Il progetto di filiera. La Puglia sarà dunque la prima regione italiana filiera per la coltivazione della canapa. “Siamo all’inizio di una rivoluzione. La canapa è stata una pianta diffamata per ragioni politiche ed economiche; diffamata perché poteva rappresentare l’alternativa alla “civiltà della plastica”. Un solerte funzionario dell’FBI compilò, all’inizio del Novecento, un falso rapportò che consentì di cominciare l’opera di criminalizzazione di una pianta, che invece ha un potenziale straordinario: dal settore tessile al settore della bioedilizia”.
“È una pianta sorprendente per tutto ciò che può dare – ha aggiunto il Presidente - in più, tra le tante caratteristiche di questa pianta, c’è quella di essere capace di assorbire i metalli pesanti, quindi, di essere una coltura ideale per le bonifiche nei territori inquinati. La piantagione di canapa a ridosso di insediamenti industriali, che hanno una forte storia di impatto ambientale inquinante, ha anche un significato di riqualificazione dei terreni”. Una sfida dunque questa che riguarda il futuro tra la centrale termoelettrica a carbone di Cerano e lo stabilimento Montedison di Brindisi
Per il Presidente della Regione Puglia “è buona economia con prospettive straordinarie”.“Gli indici di fatturato dei prodotti di questo settore sono sorprendenti – ha aggiunto - e quindi, noi cominciamo qui, a ridosso di Cerano, su terreni che sono inquinati, un lavoro che può essere utile per ripulire la terra e per dare reddito e ricchezza. Per chi fosse preoccupato dal punto di vista delle sostanze psicotrope, vorrei chiarire che il principio attivo,il tetraedrocannabinolo, presente in queste coltivazioni è di una percentuale talmente bassa che non c’è possibilità che qui si stia lavorando per la “cultura dello sballo”. Lo sballo è semplicemente nell’idea di far vivere una pianta diffamata come occasione di ricchezza.
“A Brindisi e a Taranto abbiamo posto subito l’attenzione nei confronti di quei siti, a vocazione agricola e zootecnica, che l’inquinamento aveva messo in ginocchio – ha spiegato l’assessore alle Risorse agroalimentari – e la soluzione arrivata dalla coltura di canapa ha dato subito alla politica uno strumento pratico per dare risposte. La canapa infatti, grande intercettatore di Co2, e indicato per la fitobonifica da metalli pesanti dei terreni (grazie alla capacità del suo impianto radicale) è oggi una prospettiva più che concreta in Puglia non solo grazie alle semine che si stanno realizzando in molte aree della penisola, ma anche in virtù della nascita del primo impianto di trasformazione, nato proprio a Crispiano in provincia di Taranto”.
La rappresentante di Assocanapa Italia Rachele Invernizzi ha annunciato l’avvio di un programma di ricerca con l’Università di Bari e l’università di Cosenza per ispezionare gli utilizzi della cannabis sativa non solo per uso tessile, alimentare o edile, ma anche per la creazione di cellulosa e l’estrazione di polimeri per la creazione di bioplastica naturale.