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Puglia, la presidente Capone: 'Presenza delle donne nei luoghi di governo priorità culturale, economica e sociale'

L'intervento della presidente del consiglio regionale: ' La divisione dei ruoli purtroppo è ancora fortemente condizionata dai pregiudizi culturali su cui possiamo e dobbiamo intervenire invertendo l'approccio e il pensiero'

Pubblicato in Politica il 11/12/2020 da Redazione

“Dove non arriva la politica arriveranno i regolamenti. È il mio impegno da Presidente del Consiglio regionale, che voglio compiere insieme alle consigliere e ai consiglieri. Perché la Puglia ha bisogno di uomini e donne allo stesso modo. Perché la questione della presenza delle donne nei luoghi di Governo delle Istituzioni, così come del lavoro, è una priorità culturale, economica e sociale. E fino a quando non diventerà "consapevolezza collettiva", le nostre comunità, nazionali, regionali e locali, non saranno mai "civili" fino in fondo e la cultura, l'economia, la stessa società, resteranno sempre parziali, in violazione, peraltro, dei principi cardine della nostra Costituzione.
 Dobbiamo ammetterlo, assistiamo a una costante sottovalutazione del merito delle donne soprattutto quando si tratta di attribuire un valore economico ai loro saperi”.

È quanto dichiara Loredana Capone, neo presidente del consiglio regionale pugliese, in un intervento.

“Così, sono protagoniste indiscusse – lo dicono le statistiche – quando sono volontarie, molto meno quando devono essere retribuite. E anche quando lo sono, la retribuzione è quasi sempre inferiore a quella degli uomini. E questa ingiustizia si manifesta anche nei reati di genere quando un femminicidio viene derubricato a "delirio di gelosia".  Per questa ragione dobbiamo impegnarci da subito a valutare ogni atto con lo sguardo delle donne: dagli atti legislativi a quelli politici istituzionali. Nel caso delle Commissioni consiliari, per esempio, c'è stata una giusta presa di posizione da parte delle associazioni di genere e per questo stiamo lavorando alla revisione del regolamento che introduca la rappresentanza di genere in tutte le articolazioni.
Mi impegnerò, inoltre, a sollecitare la conclusione del percorso di modifica della legge elettorale affinché preveda l'introduzione della percentuale 40-60 nella composizione delle liste dei partiti e dei movimenti”.

“ La verità, però, è che le cose non si cambiano con uno schiocco di dita e a volte non bastano nemmeno le leggi – prosegue la presidente -.  E' sufficiente pensare alla legge Golfo Mosca, approvata nel 2011, che ha portato la percentuale di donne nei board delle società quotate italiane al 36% ma di fatto non ha avuto alcun impatto sull'aumento della percentuale femminile nel management. La divisione dei ruoli purtroppo è ancora fortemente condizionata dai pregiudizi culturali su cui possiamo e dobbiamo intervenire invertendo l'approccio e il pensiero.
Si può parlare delle donne e del loro ruolo nella società, nel lavoro, nell'istruzione, senza cadere nei luoghi comuni o nella retorica auto celebrativa del sesso femminile. E, invece, la percentuale di donne disoccupate è ancora altissima - nelle regioni meridionali lavorano solo tre donne su dieci-; la Banca d'Italia ci dice che la discriminazione delle donne sul lavoro per l'Italia si traduce in una perdita di 6 punti di pil, e ogni anno 25mila donne, solo in Italia, lasciano ancora il proprio posto di lavoro per fare un figlio. Ma se da un lato dobbiamo chiedere a tutti uno sforzo, dall'altro anche noi donne dobbiamo imparare ad avere più fiducia in noi stesse e più determinazione. "Il futuro - diceva Eleanor Roosevelt - appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni".



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