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Bari: sulle piste ciclabili primo scontro fra i candidati Decaro e Olivieri

Botta e risposta su un tema ritenuto strategico dall'amministrazione Emiliano

Pubblicato in Politica il 05/02/2014 da Redazione
Botta e risposta a distanza fra i candidati alle primarie di centrosinistra Giacomo Olivieri (Realtà Italia) e Antonio De Caro (Pd). Questa volta ad accendere la miccia Olivieri che in un incontro ha definito un “fallimento le piste ciclabili” tanto care all'onorevole Decaro. 
"Bari sta perdendo tempo - ha detto nel dettaglio il leader di Realtà Italia - corsie e piste ciclabili nel centro murattiano sono il segno di un fallimento politico. Si deve procedere con la costruzione di zone a velocità limitata fatte salve le ariterie ad alto scorrimento ed alcune vie principali. La classe politica invece è presa dal dibattito sulle piste ciclabili con progetti contestati o da rifare, sui cantieri aperti e poi bloccati per mancanza di fondi, mentre non ha il coraggio di proporre progetti per la rimodulazione stradale con interventi sulle soste e l'arredo urbano.
Non si è fatta attendere la risposta di Decaro: "Per chi è abituato a percorrere ogni giorno la città in automobile come l'amico Giacomo Olivieri, risulta difficile immedesimarsi nei problemi dei ciclisti e dei pedoni. Ma prendersela con le piste ciclabili è come voler perdere tempo. Tutte le città evolute d'Europa e del mondo vanno verso piani di mobilità che mettono al i propri ciclisti".
Olivieri ha criticato proprio la strategia promossa dal consigliere delegato alla Mobilità Decaro che prevede la progressiva espansione di piste ciclabili in tutta la città di Bari, portando l'esempio del cantiere bloccato che prevede una pista ciclabile da piazza Massari al quartiere San Girolamo, attraverso il lungomare Vittorio Veneto. Per lui, le visioni sulla mobilità sostenibile vanno confrontate anche con "quanti alla macchina non rinunceranno mai".
"Invito Olivieri alla Camera dei Deputati il prossimo 14 Febbraio - ha concluso Decaro - dove presenterò la proposta di legge nazionale sulla mobilità ciclistica nella quale si obbligano i comuni a pianificare le infrastrutture ciclabili e a trasformare i centri cittadini in zone 30".