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Pd, Procacci si autosospende da coordinatore

Lascia l'incarico in polemica con Minervini

Pubblicato in Politica il 04/11/2014 da Redazione
L'ex senatore Giovanni Procacci (Pd) si è autosospeso da coordinatore regionale del partito per le accuse mossegli dall'assessore regionale e candidato alle primarie del centrosinistra alla Regione Puglia Guglielmo Minervini (Pd). Era stato quest'ultimo a chiedere che Procacci si dimettesse. I nomi di Procacci, padre e figlio, compaiono - ma senza che siano indagati - in un'intercettazione dell'inchiesta su presunti favori nell'assunzione di docenti universitari.
In una nota stampa Procacci ha ufficializzato la sua decisione:
"Era per me impensabile che un amico con cui ho condiviso tante cose potesse strumentalizzare una vicenda del 2009 che non mi vede minimamente coinvolto né sul piano giudiziario né su altri piani attinenti le questioni dell’Università. Non ricopro ruoli istituzionali e il mio unico impegno, di mero volontariato, è quello di coordinare la segreteria regionale.
Tuttavia non posso neanche consentire che si strumentalizzi la mia persona per colpire obiettivi politici in vista delle primarie. Pertanto ho già comunicato al segretario che mi autosospendo dal ruolo di coordinatore regionale rimettendo la questione alla direzione regionale dopo le primarie.
Guglielmo Minervini dovrà trovare altri argomenti per proseguire la sua campagna elettorale.
Il tentativo di sciacallaggio di Minervini nei miei confronti ha un riscontro oggettivo: come mai Gugliemo non chiede le dimissioni di suoi colleghi di giunta che sono indagati e che - sinceramente spero di no! - potranno essere rinviati a giudizio? Le chiede a me, che non sono nemmeno indagato, solo perché ho la colpa di sostenere Emiliano: una ferocia d'animo che non distingue più il piano della politica da quello dell’odio e del rancore personale. Avrebbe agito così Minervini se non ci fossero state le primarie e io non avessi sostenuto Emiliano? Sono certo di no! Né si è preoccupato di acclarare la verità! Semplicemente non ha resistito alla ghiotta occasione di poter colpire attraverso di me il suo avversario, incurante delle ferite morali e psicologiche che avrebbe inferto a me ed alla mia famiglia".

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