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Vendola: 'Diamo una prospettiva concreta di lavoro'

Pubblicato in Politica il 04/11/2014 da Redazione
“In un contesto drammatico di recessione e crisi, noi proviamo a sperimentare politiche che possano sempre di più mettere in relazione la domanda e l’offerta di lavoro. ”
Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo questa mattina, insieme con gli assessori Leo Caroli e Alba Sasso, alla conferenza stampa per la presentazione del report di monitoraggio del Programma Garanzia Giovani in Puglia, lo strumento attraverso cui l’Unione Europea intende garantire ai giovani disoccupati un inserimento nel mondo lavorativo.
“È un programma – ha spiegato il Presidente Vendola – che vede la Puglia rispondere con livelli di efficienza particolarmente importanti. Proviamo a sperimentare politiche che consentano alla domanda di lavoro, cioè ai giovani, di qualificarsi, di poter agganciare quelle richieste, anche specialistiche, che vengono dal mercato del lavoro”.
“Potevamo cavarcela – ha continuato il Presidente Vendola – dicendo che si tratta di misure che non affrontano alla radice l’asfissia e la gracilità del mercato del lavoro, ma mentre continuiamo a denunciare l’assenza di politiche attive per il lavoro e la vaghezza delle politiche industriali del nostro Paese, cerchiamo di fare per bene i compiti a casa. Queste misure sono un po’ l’evoluzione della vecchia e cara formazione professionale. Anche qui, per fare il paragone tra il 2004 e il 2014, bisognerebbe rifarsi alle cronache giudiziarie del tempo per ricordare che cosa era e che cosa è oggi la formazione in Puglia”.
“Oggi – ha concluso Vendola – abbiamo diverse migliaia di ragazzi che abbiamo preso in carico e speriamo che questa esperienza sia propedeutica a piantare semi buoni di lavoro buono. È incomprensibile la testardaggine dell’establishment italiano rispetto a questo problema elementare: non si va da nessuna parte se non si dà qualità al lavoro, se non si forma il lavoratore e la lavoratrice, se non li si inserisce in un circuito di formazione permanente. Se il sistema economico non punta sulla qualità del lavoro e sull’innovazione dei processi produttivi, noi difficilmente potremmo uscire da una condizione di degrado e di declino”.