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Minacce alla sottosegretaria al lavoro Teresa Bellanova, arriva la scorta

La parlamentare salentina: 'Vado avanti, non potranno fermarmi'

Pubblicato in Politica Lavoro Sviluppo e Lavoro il 02/01/2015 da Redazione
"Da oggi avrai due angeli custodi", le ha detto al telefono il presidente del Consiglio Matteo Renzi e così per la sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova è scattato il provvedimento di urgenza che prevede per lei una scorta. A quanto pare un’informativa dei servizi segreti avrebbe convinto Palazzo Chigi dell’improcrastinabile necessità di proteggere la sottosegretaria al Lavoro, incaricata di seguire da vicino il contestatissimo Jobs Act. "Una decisione non più rinviabile" avrebbe detto Renzi. Pochi giorni fa, a Lecce, Teresa ha difeso il Jobs Act con parole nettissime: "Non mi fermerò davanti a niente – ha detto – e porterò fino in fondo le responsabilità della delega che mi è stata assegnata. Nessuna minaccia mi fermerà".
"Solo il 27% delle donne del Mezzogiorno lavora, il 43% dei giovani non studia e non lavora. Non abbiamo eliminato diritti – ha incalzato Teresa Bellanova - ma abbiamo tolto alibi a chi fino a oggi si è trincerato dietro l’articolo 18 per dire che era impossibile crescere e investire".
"Non voglio criminalizzare nessuno, ma trovo che oggi – ha concluso – sia essenziale veicolare messaggi rigorosi, con linguaggio appropriato. La riforma, del resto, è stata soltanto avviata: bisognerà fare i decreti attuativi, semplificare le procedure. Ci aspetta ancora molto lavoro, in un clima che risente anche di situazioni antiche lasciate incancrenire. Non sono un’incosciente, ma sono determinata a portare avanti ciò che ho cominciato, con il massimo rigore e con serenità".
E' indubbio però, che sul Jobs Act la tensione è palpabile dentro e fuori le aule parlamentari.