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Reddito di dignità, Emiliano presenta i risultati: 'Misura che aiuta 30mila famiglie, non è un caos come il reddito di cittadinanza'

Il governatore pugliese: 'Ho dato la disponibilità al ministro Di Maio per fargli conoscere il sistema messo a punto già da due anni in Puglia, ma non ha mai voluto'

Pubblicato in Politica il 01/03/2019 da Redazione

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l'assessore regionale al Welfare Salvatore Ruggeri, insieme con la consigliera del Presidente per l'Attuazione del programma Titti De Simone, hanno partecipato questa mattina all'incontro pubblico per fare il punto sugli esiti e le prospettive del Reddito di Dignità pugliese, lo strumento di contrasto alla povertà istituito dalla Regione Puglia nel 2016. 

 L'incontro ha presentato i risultati ottenuti dal Red in questo biennio e ha tracciato le possibili prospettive della misura, con un allargamento della platea, anche alla luce dell'entrata in vigore del Reddito di cittadinanza, la nuova misura nazionale che ha sostituito il REI e il SIA. 

"Noi oggi stiamo presentando il Reddito di dignità pugliese, una misura che esiste in Puglia sin dal 2016 e che funziona molto bene – ha detto il presidente Emiliano incontrando i giornalisti - i numeri sono altissimi, oltre 30.000 famiglie pugliesi sono sostenute dal Reddito di dignità, peraltro con una modalità molto interessante. Le persone che entrano in questo circuito infatti sono disponibili a lavorare, e laddove non ci sia la possibilità, a dare prestazioni sociali.  In più moltissimi sono stati gli stage di lavoro che poi hanno dato buoni risultati."

 "Red è quindi una misura efficiente e funzionante, non è un caos come il reddito di cittadinanza nazionale del quale ancora nessuno sa nulla. Questo sistema si sarebbe potuto applicare a tutte le regioni italiane senza particolari aggravi e senza mettere a rischio il bilancio della Repubblica italiana, come invece è accaduto".

 Emiliano ha ribadito di aver più volte dato la disponibilità al ministro Di Maio per fargli conoscere il sistema messo a punto già da due anni in Puglia, ma "non ha mai voluto".

 "Ovviamente questo ci dispiace, noi continueremo a tenere fermo il Reddito di dignità pugliese fino a che non verrà sostituito da qualche altra misura concreta, perché con le chiacchiere non si gestisce l'attenuazione della povertà. E comunque ci tengo a ribadire che noi collaboreremo con il Governo. Faremo tutto quello che ci chiedono proprio in nome del bene della nostra collettività".

 "Qualcuno pensava di avere cancellato la povertà dal vocabolario, ma non è così semplice. Chi governa sul serio sa perfettamente quanto è difficile gestire la situazione di disagio nei Comuni, e a tal proposito colgo anche l'occasione per ringraziare l'INPS e i Comuni per il grande lavoro che, assieme alla Regione Puglia, hanno fatto per dare vita al Reddito di dignità pugliese".

 "Red è una politica attiva del lavoro innovativa e sopravviverà in ogni caso – ha aggiunto Emiliano - perché la misura che abbiamo messo a punto è flessibile, ogni anno può essere mutata la platea. Può essere utilizzata ad esempio a favore di tutte quelle famiglie che non sono protette da altre misure, proprio con il mutamento dei target. Proviamo, tenendola in piedi, ad adattarla alle esigenze del territorio senza imporre per forza una propria visione. Noi completeremo in silenzio ciò che non funziona del reddito di cittadinanza. Noi siamo qui – ha concluso il Presidente - per dare una copertura a chi ne ha bisogno e non per fare polemica. La partecipazione è l'unica linfa vitale per i corpi intermedi. Red è stata un'occasione eccezionale che ci consente di stare dalla parte di chi è più debole senza populismi e retorica ma con cose concrete".

 

"Il Reddito di dignità – ha ribadito Titti De Simone – è stata una risposta concreta per oltre 30.000 famiglie pugliesi. Continuerà ad esistere proprio per dare una protezione a coloro che potranno essere penalizzati dalla misura nazionale pur vivendo in condizioni di povertà . E quindi pensiamo ai nuclei familiari numerosi con molti con figli a carico, pensiamo alle famiglie con persone che hanno una disabilità, pensiamo a dei target diciamo specifici che sono i target di fragilità come ad esempio le coppie separate, le donne vittime di violenza le famiglie, quelle  appunto con molti figli. Sarà a loro che abbiamo comunque il dovere  di continuare a dare delle risposte concrete, come abbiamo fatto in questi anni". Sulla integrabilità delle due misure, Red e Reddito di cittadinanza, la De Simone ha specificato che "non sono integrabili come invece era con le altre due misure nazionali (SIA e ReD), occorre capire i criteri di ammissibilità di inclusione del reddito di cittadinanza per poi modulare i nostri target".

 

 



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