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Io, Rosberg, Alonso e Maldarizzi

Come 600 cavalli cambiano il sabato di Antonio Stornaiolo

Pubblicato in Lifestyle il 29/03/2014 da Antonio Stornaiolo
La telefonata arriva inaspettata. Sono splasciato sul divano che guardo le qualificazioni del Gran Premio di Formula Uno in Malesia. Piove. Non qui a Bari, che splende un "sole a catinelle", ma lì, a Sepang. Rosberg al momento è primo. Alonso arranca. Ma torniamo alla telefonata. È Francesco Maldarizzi. Cosa vorrá? Parlare dell'altra sera e del successo riscosso dalla presentazione della nuova nata di Casa Mercedes, la GLA? Mah, chi lo sa. Rispondo. "Pronto!". "Che devi fare stamattina?". "Ancora non lo so, perché?". "Se vai da Motoria, ti aspetta una SLS con il pieno di benzina. È tua per un paio d'ore. Divertiti!". Replico qualcosa, sicuramente una gastema di ringraziamento, così come usiamo a Bari quando siamo felici, ma non troviamo le parole per dirlo. Sono eccitato. La testa già vola all'otto cilindri che ruggisce come pochi. Sorge però un dilemma. Resto a casa a vedere chi conquista la pole position, oppure vado subito in concessionaria a prendere possesso della teutonica belva? E ci sto pure a pensare! Giubbotto e sciarpino di sicurezza contro la cervicale e via, verso la macchina dei desideri. Questo sabato ha cambiato faccia: da spettatore a protagonista.
La Mercedes-Benz SLS Amg è davvero una fuoriserie. Una coupé con una cilindrata di 6.200 cc. e prestazioni mozzafiato. Velocità massima di 320 km/h. Scatto da 0 a 100 km/h coperto in appena 3"7. Fino a 200 km/h in soli 12". Per non parlare della coppia. AMG indica che a curarne l'elaborazione e la messa a punto del motore c'ha pensato il famoso reparto sportivo con sede ad Affalterbach. Per intenderci, è la macchina che viene usata in Formula Uno come Safety Car. Tutto torna, visto?
Appena alla guida, dopo aver digerito la sorpresa dell'apertura delle portiere ad ali di gabbiano, mi ritrovo in una dimensione parallela, dove tutto è bello e curato al dettaglio. Poi spingo il tasto start e la mia vita cambia. In meglio. Con quasi 600 cavalli nel lungo cofano motore, è impossibile resistere. E così, come per istinto, il mio cervello comanda al mio piede destro di spingere, spingere ed ancora spingere su quel dannato acceleratore. Anche rimanendo nei limiti di velocità (!?!) ho la beata possibilità di apprezzare la potenza della sua ripresa: a dir poco raccapricciante! Perciò mi lascio trasportare dalla sua naturale deportanza in curva, apprezzo l'effetto suolo della scocca e festeggio con un sussurrato "chitebbive" il rombo che allieta le mie trombe di Eustachio. Tranquilli. Non mi perderò a raccontarvi delle due ore trascorse col monstre. Non vi sfinirò facendo il saputello su dati e particolari salienti. Mi fermo qui. Ma sappiate una cosa: la SLS ė fantastica! Anche solo per due ore.


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