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Sale da gioco: il punto sulle riaperture

Legame molto stretto con la situazione sanitaria

Pubblicato in Lifestyle il 14/09/2021 da Teresa Salerno

Per lungo tempo sono rimaste chiuse e chi voleva puntare alla roulette o al poker era costretto a farlo da casa, attraverso le app apposite. Stiamo parlando delle sale da gioco, che hanno visto la riapertura solo poche settimane fa. Inizialmente si pensava che la riapertura sarebbe avvenuta il 1° luglio, invece è stata anticipata di 10 giorni. L’eliminazione di molte delle restrizioni che hanno attanagliato lo Stivale nell’ultimo anno e mezzo ha portato diversi luoghi di ritrovo a ripopolarsi: stadi, teatri, dunque le stesse sale da gioco. Lungo tutto il territorio nazionale sono migliaia i centri dove adesso si sta riprendendo a giocare con una certa frequenza. In Friuli-Venezia sono presenti quasi 1.400 apparecchi AWP e un centinaio di sale, in Sardegna ci sono 2.500 esercizi AWP e almeno due centinaia di sale. Anche regioni come il Molise, la Puglia e la Basilicata registrano una certa affluenza.

La diuturna chiusura delle sale fisiche ha favorito come intuibile la crescita del gioco online, al quale si sono affacciati anche dei neofiti che non avevano mai frequentato prima un Casinò vero e proprio. Con la ripresa del campionato di calcio nel giugno del 2020 le scommesse avevano iniziato a tracciare la strada verso la risalita. I dati sulla crescita del gioco digitale sono noti: i bonus benvenuto per giocare al Casinò online si sono moltiplicati e l’utenza è aumentata di quasi la metà. Le operazioni effettuate su app e portali hanno un importo ormai svariati milioni di Euro.

Non è tutto oro quello che luccica, però: a perderci è stato soprattutto l’erario, che si è ritrovato con 5 miliardi in meno nelle casse in questo 2021. Da anni in Italia il gioco costituisce più dell’1% del PIL nazionale: si tratta di un fenomeno di massa consolidato che è riuscito a resistere anche alle chiusure improvvise. In generale, l’Italia era già danni una delle nazioni europee nelle quali si registrava la maggior mole di gioco. In media gli italiani spendono 2.000 Euro all’anno per giocare ed è soprattutto nelle regioni settentrionali che si riscontra la partecipazione più elevata, ma gli investitori del settore non nascondono qualche preoccupazione.

Ad oggi, comunque, non è possibile pronosticare quale sarà il futuro delle sale da gioco nel nostro Paese. A seconda di come si evolverà la situazione sanitaria nei prossimi mesi, potrebbe essere necessario ripristinare alcune limitazioni e costringere le sale a chiudere nuovamente. Già ad ottobre del 2020, praticamente un anno fa, i cinema erano stati costretti a spegnere le luci a sorpresa, proprio nel bel mezzo della fase di rilancio. Sebbene il digitale rappresenti un’alternativa importante, il gioco online può fungere solo da surrogato a quello dal vivo.



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