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Operaio si ammala di tumore dopo aver respirato amianto, l'Inail non gli concede la malattia professionale

Un medico legale interpellato dal 50enne ha individuato fibre di amianto nelle cellule tumorali

Pubblicato in Lavoro Salute Sviluppo e Lavoro il 30/09/2015 da Redazione
Un operaio si ammala di tumore al colon e ai polmoni a causa dell’amianto, ma l’Inail non gli riconosce la malattia professionale. È la storia di un cinquantenne, diffusa dal Corriere del Mezzogiorno. L’uomo ha scoperto di essere affetto da un cancro al colon nel 2004 e, dopo l’operazione, i medici hanno scoperto un altro tumore ai polmoni. Alla base della patologia il contatto per molti anni con le polveri di eternit. L’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro non concede l’invalidità professionale perché il sistema tabellare associa all’esposizione all’amianto solo il mesotelioma.
L’operaio si rivolge al dott. Giovanni De Bellis, medico legale, che fa analizzare un frammento del tumore asportato con un particolare strumento presente in un laboratorio dell’Università degli studi di Bari. I risultati confermano la tesi sostenuta dall’uomo: le cellule tumorali contengono alcune fibre di amianto.
L’operaio ha querelato l’azienda, ma il pm ha archiviato la richiesta perché ha ritenuto che “fossero passati troppi anni dalla scoperta del tumore”.

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