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1 maggio: Cisl, sicurezza e lavoro nell’anniversario della legge 626

I sindacati confederali hanno scelto la città di Molfetta come luogo simbolo della manifestazione

Pubblicato in Lavoro Sviluppo e Lavoro il 30/04/2014 da Redazione
Ribadire con forza che la sicurezza sul lavoro è imprescindibile dal lavoro stesso celebrando il 1° maggio come momento di riflessione per gli incidenti che finora hanno tormentato la Puglia. La Cisl per la Festa del lavoro si mobilita in numerose piazze contro i tagli alla sicurezza sui luoghi di lavoro, sottolineando che la crisi non può giustificare alcuna deroga sui temi della salute dei lavoratori. I sindacati confederali hanno scelto la città di Molfetta quale luogo simbolo della manifestazione unitaria regionale, per ricordare solo una delle ultime tragedie che hanno colpito il Sud e la Puglia in particolare. In quell’occasione si unirà al corteo sindacale anche la Carovana Antimafie che ha scelto di concludere il suo itinerario pugliese a Molfetta. “Proprio lunedì è stata la Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro – osserva il Segretario della Cisl di Puglia Basilicata, Giulio Colecchia – mentre a settembre si celebreranno i vent’anni dalla approvazione della legge 626. Ci deve far riflettere questa necessità di assicurare chi svolge il proprio lavoro, di poterlo fare con l’indispensabile sicurezza, tema che ha vissuto momenti di grande responsabilità in occasione dell’approvazione di una nuova normativa regionale da parte del Consiglio regionale pugliese presentata dalla Cisl dopo una raccolta firme. L’impegno assunto dalla Cisl guarda ad un effettivo miglioramento delle condizioni del lavoro e ad una consistente riduzione degli infortuni intervenendo sulla qualità della vita negli ambienti di lavoro, facendo emergere la centralità della persona come elemento etico fondante della stessa organizzazione lavorativa”. Per la Cisl è indispensabile che la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro procedano di pari passo a politiche di sviluppo mirate, al rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga e ad investimenti che rilancino l’occupazione.