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Salta il tavolo sulla crisi della Natuzzi e la Feneal Uilm scrive

In un documento ufficiale si chiedono 'Subito risposte'

Pubblicato in Lavoro Sviluppo e Lavoro il 11/07/2014 da Redazione
“Il rinvio sine die del tavolo tecnico fissato per lunedì prossimo 14 luglio non è un buon segnale, soprattutto perché segue altri segnali poco incoraggianti che abbiamo registrato nelle ultime settimane. Non vorremmo che l’accordo faticosamente sottoscritto lo scorso ottobre stesse rischiando di diventare carta straccia”: è un vero e proprio allarme quello che lancia il segretario regionale della Feneal Uil, Salvatore Bevilacqua, sulla vicenda Natuzzi. Il timore, stavolta davvero concreto, è che salti tutto e che il futuro dei lavoratori sia nuovamente messo in discussione e soprattutto resti orfano delle speranze e delle ipotetiche risposte che si dovevano dare e finora non sono sostanzialmente state date.
“Quello che sta accadendo – spiega Bevilacqua – non lascia presagire nulla di buono. Queste newco di cui si è lungo parlato e che dovrebbero portare in Puglia la produzione dalla Romania, non hanno mai neanche cominciato il percorso. Oltretutto, non ci sono neanche punti di riferimento: quali sono i nomi di queste newco? Chi sono i punti di riferimento? Non è dato a saperlo, ma soprattutto registriamo un atteggiamento, da parte della Natuzzi, che tende quasi a prendere le distanze dall’accordo dello scorso ottobre. Il che è davvero preoccupante”.
Anche i tempi non trasmettono certo sicurezza e tranquillità: “Siamo a metà luglio – aggiunge il segretario Feneal – e senza una nuova data per una convocazione, è chiaro che passerà anche l’altra metà del mese. Poi ci sarà agosto, e quindi la pausa estiva, e perciò nel migliore dei casi se ne riparlerà a settembre, come minimo. Siccome non c’è più molto tempo, anche perché a ottobre scadono gli ammortizzatori sociali in atto, vorremmo capire subito che fine faranno i lavoratori. Crediamo che la Natuzzi abbia il sacrosanto dovere di dare risposte chiare, immediate e soprattutto in linea con l’accordo dello scorso ottobre e con quanto sta accadendo”.